Nuovo Dpcm, 100 giorni di lockdown in quasi tutta Italia: le ipotesi

(Foto d'archivio)

Il governo punta a prorogare fino al 30 aprile lo stato di emergenza, con l’introduzione di soglie più basse dell’indice Rt perché scattino le zone arancioni e rosse

L’attesa per questa settimana è sull’arrivo del nuovo Dpcm, previsto per giovedì 14 gennaio. Secondo gli ultimi dati da parte dell’Istituto superiore della Sanità, la pandemia “è nuovamente in una fase di peggioramento con un’incidenza molto elevata e un impatto elevato nella maggior parte del Paese. Si raccomanda di definire ed implementare rapidamente misure di mitigazione più stringenti”. E proprio questa sarà la “linea dura” che seguirà il nuovo Dpcm: stretta su bar e ristoranti, regole più rigide per le zone gialle e soglie più basse perché scattino le zone arancioni e rosse.

Per contrastare l’imminente terza ondata di contagi di Coronavirus, tra le ipotesi del governo ci sarebbe anche una stretta per circa 100 giorni che potrebbe portare quasi tutte le regioni in zona rossa, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sugli ospedali e permettere al piano vaccinale di coprire senza intoppi tutta la popolazione sanitaria e quella più anziana. Per questo il governo vorrebbe prorogare lo stato di emergenza al 30 aprile, con eventuali proroghe di tre mesi per volta.

Secondo la Repubblica, è quel che prevede il piano B proposto dal ministro della Salute Roberto Speranza, sulla scorta delle indicazioni arrivate dalla Cabina di regia nella riunione dell’8 gennaio, quando gli esperti hanno messo nero su bianco come: “si osserva, dopo alcune settimane di diminuzione, nuovamente un aumento dell’incidenza a livello nazione negli ultimi 14 giorni”. Con il nuovo Dpcm sono già previste soglie più basse per la colorazione delle regioni, sulla base innanzitutto dell’indice Rt. L’obiettivo però è rendere ancor più rigida la classificazione del rischio, facendo scattare la zona rossa sul parametro dell’effettiva occupazione dei posti letto in terapia intensiva.

Viene meno l’ipotesi di fissare il livello più alto di chiusure in base a 250 contagi ogni 100 mila abitanti, come suggerito dal Cts, perché spingerebbe le regioni a ridurre i tamponi, fornendo un dato inaffidabile. Un punto che si preannuncia già complicato da far digerire ai governatori, che ne discuteranno questa mattina con i ministri Speranza e Boccia.

Le anticipazioni sul nuovo provvedimento del presidente del Consiglio prevedono quindi la conferma delle tre fasce di rischio, con regole più dure per scoraggiare quel che rimane della movida. E poi l’introduzione della zona bianca (clicca qui per leggere le relative misure), accessibile alle regioni che registreranno un indice Rt sotto lo 0,5. Un livello al momento lontano per quasi tutte, mentre l’indice a livello nazionale è tornato sopra soglia 1 e si dirige verso l’1,2.

 

Nel prossimo Dpcm è quindi previsto:

  • divieto di spostamento tra regioni anche in zona gialla, ormai stabilmente rafforzata;
  • Visite consentite nel proprio comune a parenti e amici limitata a due persone non conviventi a partire dalla zona gialla. Prevista la deroga per i piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti per gli spostamenti entro 30 chilometri, ma non verso i capoluoghi di provincia;
  • coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • divieto di asporto per bar e ristoranti dopo le 18, consentendo solo la consegna a domicilio;
  • weekend con colorazione invariata, ma scatta la chiusura dei centri commerciali.

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