“Noi, Pep Guardiola, la Maceratese”: l’omaggio di Giunti a Carletto Mazzone

L’ex tecnico della Rata 2016-17 fu allenato dal mister ascolano a Brescia e Bologna: “Puntiglioso, stimolante, appassionato, se n’è andato in pace con se stesso”

Si terranno oggi pomeriggio alle ore 16.30 nella chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno i funerali di Carlo Mazzone venuto a mancare sabato all’età di ottantasei anni. Abbiamo raccolto il ricordo di Federico Giunti ex allenatore della Maceratese e del Perugia che ha conosciuto molto bene Mazzone avendolo come allenatore prima al Brescia di Guardiola e Baggio e poi al Bologna: “Il mister era una persona vera ma soprattutto sanguigna, era una persona molto legata alla parola e quello che prometteva e diceva manteneva e per questo era amato da tutti sia da chi giocava ma anche da chi giocava meno”.

“Poi c’era anche il Mazzone del campo che si trasformava e a volte era duro con i giocatori che magari non rendevano come lui si aspettava. Il mister era una persona molto puntigliosa e attenta ai dettagli ma era anche molto bravo a stimolare i giocatori e anche per questo ha fatto sempre bene ovunque è andato:”. Il tecnico umbro poi prosegue parlando del rapporto che lui aveva con Mazzone: “Io ho avuto due esperienze con lui la prima a Brescia e poi a Bologna. Lui mi chiamò quando ero al Milan e mi convinse ad andare a Brescia e io accettai perché avevo voglia di ritornare a fare una stagione da protagonista. Quell’anno li fu difficile per tutta la squadra perché ci furono varie vicissitudini e infatti ci salvammo all’ultimo. L’anno successivo il mister mi avrebbe voluto tenere dicendomi che mi avrebbe fatto giocare nel mio ruolo naturale anche se io entrai in conflitto con la società perché avevo rifiutato l’offerta del Besiktas per rimanere e alla fine andai in Turchia anche se il mister aveva provato di tutto per riconciliare la situazione tra me e la società“.

“Il mister poi memore di quell’esperienza mi ridiede la possibilità di tornare a Bologna e mi dimostrò due volte la sua fiducia dimostrando di non essere una sua scelta quella di mandarmi via dal Brescia. Mi dispiace tanto che se ne è andato ma comunque se ne è andato in pace con sé stesso e sono sicuro che continuerà ad allenare in qualunque parte lui sia perché era un uomo che aveva una grande passione per il calcio ed è questo forse l’aggettivo che lo descrive al meglio“. L’ex allenatore della Maceratese prosegue parlando anche di Pep Guardiola con cui ha condiviso l’esperienza a Brescia con Mazzone proprio in panchina e infatti sabato dopo la partita del suo Manchester City nell’intervista post partita Guardiola ha definito Mazzone come un padre per lui omaggiandolo con una t-shirt che raffigura Mazzone che corre verso la curva dell’Atalanta.

“Guardiola ha avuto un rapporto duraturo con Mazzone e lo ha portato sempre come esempio. Pep si è costruito una carriera fantastica seguendo la scuola del Barcellona ma ci ha messo anche molto del suo innovandosi sempre di più. Pep è di un umiltà incredibile e lo testimonia anche il fatto che dopo la vittoria della Champions League ha voluto fare una cena riunendo quel Brescia anche se purtroppo Mazzone non era presente. Lui ci ha fatto questo regalo incredibile ed è stata una bellissima serata”. Infine Giunti chiude ricordando l’esperienza alla Maceratese in Serie C nell’annata 2016-2017 che fu anche l’ultimo anno dei biancorossi nel professionismo ma si sofferma anche sul suo futuro personale.


“Quell’anno lì il dispiacere è stato non vedere la Maceratese iscritta in Serie C perché pensavo che qualche imprenditore locale potesse salvarla. I primi mesi della gestione Tardella sono stati un po’ duri ma anche formativi poi c’è stato il passaggio con l’altra proprietà che però non mantenne dopo un po’ le promesse che avevano fatto. Apparte ciò posso dire che c’era un gruppo fantastico di calciatori che aveva il supporto della tifoseria e la festa che ci hanno organizzato alla fine è stato un momento emozionante perché testimonia l’attaccamento dei tifosi per la maglia della Maceratese. Per quanto riguarda il mio futuro sto aspettando un progetto che mi possa interessare seriamente ci sono state delle chiamate e dei contatti ma alla fine non è andato in porto nulla. Ho allenato l’under 19 del Milan gli ultimi anni e ora mi sto aggiornando andando a vedere partite di serie C e serie D e inoltre sono andato anche all’estero e a vedere qualche allenamento di qualche mister”.

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