“No assemblea pubblica dei costruttori Areamare”, il monito di Caselli

Il ricorso dell’impresa contro il Comune si discuterà al Tar il 27 aprile

Nuove costruzioni in via Mare e via del Cacciatore a Porto d’Ascoli: il progetto della società Areamare è fermo nei cassetti degli uffici comunali da cinque anni. Il proponente ha fatto causa al Comune, il contezioso si discuterà il 27 aprile al Tar. Su Areamare interviene Amilcare Caselli, coordinatore dell’associazione Fermiamo il Consumo di Suolo, Rigeneriamo la Città.

“Il contenzioso tra il costruttore di Areamare e la nostra Amministrazione, la quale per fortuna non risponde all’ennesima provocazione, ha ormai assunto i toni di una telenovela”, scrive Caselli in una nota stampa.
“Il costruttore oggi chiede un’assemblea pubblica – continua – per spiegare le ragioni di edificare ben 34mila metri cubi, più i parcheggi e quant’altro, in una delle poche zone rimaste libere del nostro Comune. Non staremo a ribadire l’assoluta inutilità delle palazzine previste, che vanno in una direzione sola: quello della speculazione edilizia a dispetto del suolo e del ruolo che questo ha per il bene e la salute pubblica. I dati statistici sul consumo di suolo di San Benedetto e la sovrabbondanza di vani abitativi sono risaputi.
La novità invece è che oggi un privato pretenda un’assemblea pubblica del Consiglio: chiediamo di riflettere bene su questo punto: non è un consorzio di associazioni, di cittadini, o i comitati di quartiere, a chiedere una democratica assemblea; no, è un’impresa privata.

Questa vicenda rende bene l’idea di quanto le imprese edili abbiano storicamente pesato nella pianificazione urbanistica della città, sostituendo la speculazione edilizia al Piano Regolatore. Hanno sempre deciso cosa e come costruire, e vogliono continuare a farlo sulla pelle dei cittadini. Lo considerano un Diritto.

Quindi non possiamo che appoggiare la “non risposta”, per ora, dell’Amministrazione, la quale ha ribadito di non voler dare corso alle varianti del PRG, e di sottomettere ogni nuovo consumo di suolo alla valutazione della pubblica utilità. Riguardo quest’ultimo punto ci sembra importante far notare che il mese scorso sono stati modificati gli articoli 9 e 41 della Costituzione, fatto epocale perché per la prima volta tra gli articoli fondanti, mai modificati prima d’ora, appare l’Ambiente come ente di Diritto”.
Infine Caselli cita le modifiche alla Costituzione. All’art. 9 si introduce: “La Repubblica (…) Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

E all’articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La Legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Il Coordinamento
Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città
Il Coordinatore
Amilcare Caselli

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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