Narciso e i sette cavalieri della tavola (semi)rotonda

ER GHETANACCIO – La rubrica a cura di Maurizio Verdenelli

L’ALGEBRA RIVISTA DA RICOTTA. Il ‘Comandante’ stavolta gioca per se stesso. Il ‘Che’ stavolta non c’entra, in quanto trattasi di Ricotta avv. Narciso che così, subito dopo il vittorioso replay e per un po’ di tempo ancora, chiamava il sindaco Carancini colui che l’aveva guidato in campagna elettorale. Stavolta a tirare la volata all’assessore ai Lavori Pubblici uscente (e fiduciosamente rientrante dalla porta principale come futuribile candidato) è proprio Carancini. Che, vestito blu scuro scarpe giallo canarino, all’inaugurazione della sede elettorale che fu di Giorgio Meschini, ciaffiano al 100%, ha individuato tre motivi validi ‘per votare Narciso’. Quello fondamentale, per Romano II (le volte che è stato sindaco) è la fedeltà di Ricotta. Specificando: “Sopratutto al mandato ricevuto attraverso me dai cittadini, come amministratore pubblico”. La mano ieraticamente posata sulla spalla dell’ormai quasi suo ex assessore, intorno a semicerchio i Sette Alleati: E’ la somma che fa la differenza. Come segnala lo slogan elettorale del Principe Ereditario Narciso I.

Carancini e Ricotta

ADRIANO. E a proposito del precedente illustre ‘residente’ in quelle stanze al n.16 di corso Cairoli, sede elettorale pd, l’ombra del padre storico della Dc ‘di sinistra’ maceratese, l’on. Adriano Ciaffi, si è fortemente sentita. Nel progetto ‘La Città dei Centomila’ lanciato negli anni 80 dal leader democristiano, ripreso letteralmente da Narciso ‘Il Migliore’. N’è convinto anche Matteo Renzi da Recanati dov’è andato venerdì scorso dall’amico Francesco Fiordomo (“per lui ho in mente una destinazione romana”) per presentare il suo libro: ‘La mossa del cavallo’.

SCACCO AL RE (DEI SONDAGGI). È la mossa che medita verso il favoritissimo Ricotta, l’uomo che la Lega sta curando con spasmodiche, continue attenzioni perché dica SÌ a prendere in mano la bandiera del Centro Destra ancora conservata in naftalina. Tuttavia anche i pessimisti ad oltranza si sono convinti che Sandro Parcaroli accetterà. Manca solo l’ufficialità. E il primo endorsement indirettamente al brillante imprenditore maceratese è giunto dall’avv.Ricotta: “Così non giocherò più da solo….”. Mostrando sportivamente che non gli piace vincere facile.

Carancini e Ceriscioli all’inaugurazione della sede elettorale di Ricotta

OTELLO FOREVER. Ricordate ‘il sindaco delle fontane’, Otello Perugini che aveva scelto come segretario uno storico come Libero Paci (“mi pare un po’ impupito”) e che di notte con un tecnico perlustrava la citta’ deserta per constatare ciò che non andasse e trovare i punti giusti al fine di collocarvi le sue dilette fontane. Un modello preso a prestito, anche questo, da Ricotta. Ma in senso moderno. Ora una app sul cellulare renderà tutto più diretto. Non servirà più avere un amico all’ufficio tecnico per segnalare l’erbaccia cresciuta troppo, la pavimentazione dissociata o la sopraelevazione abusiva. L’APP? La chiameranno forse ‘Ostrakon’, un metodo di cui i macerated8 si sono resi espertissimi sin dai tempi della ‘Sacra Rota’.

IL SASSO DI DAVID. Dopo aver giganteggiato contro alcuni Golia (uso il maschile per comodità) più accreditati di lui alle Primarie del Pd, Narciso Ricotta apertamente lo ha aspettato alla TAVOLA ROTONDA (in realtà si è trattato di un semicerchio) delle 7 liste che lo sostengono. “L’ho visto passare velocemente in bici ai Giardini mentre eravamo io e Renis in conferenza stampa…E dunque mi aspetto di salutarlo con più calma oggi nella sede elettorale”. Tutto era infatti pronto per ricevere David Miliozzi, riferimento della lista Macerata Insieme, secondo dopo Marco Sigona (Macerata Rinnova) tra i Magnifici Sette Supporters. La seggiola, con il suo nome, è stato invece un po’ a sorpresa occupato da Mirko Ortensi, capo della comunicazione della lista inviato da Miliozzi. Da Ortensi un eloquente messaggio tutto giocato sulla parola ‘Insieme’ ed un finale ancora più significativo. La dichiarazione di voto: “Trattandosi di sinistra, non potevamo non aderire…”. Come noto, due negazioni fanno un’affermazione. Si tratta di una regola classica latina. Qualcosa nel frattempo è cambiato nella Grammatica politica? Un lampo negli occhi ed un sorriso in tralice, nel volto di Narciso. Si rivedranno a settembre. E’ la somma che fa la differenza. O no?

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