Napolano-Porto D’Ascoli, è addio

SERIE D – Il calciatore ufficializza la notizia

Fine di un’avventura meravigliosa durata quattro anni. Si separano le strade di Giordano Napolano e del Porto d’Ascoli che sta perfezionando la trasformazione in San Benedetto Calcio dopo la decisione del presidente Vittorio Massi di rappresentare una città e non più solo un quartiere in attesa di capire che ne sarà dalla Samb di Renzi. Il trequartista nato a Terracina vestiva la maglia biancazzurra dalla stagione 2019/20, interrotta dall’esplosione della pandemia quando prometteva scintille la lotta con Castelfidardo e Anconitana per il primo posto. Nel minicampionato successivo la storica promozione grazie al sigillo dello stesso Napolano, decisivo nell’1-0 sul Fossombrone nella finalissima disputata sul neutro di Jesi. La prima stagione in Serie D ha visto lo stesso fantasista decisivo in più occasioni, prima del grave infortunio al ginocchio che gli ha impedito di giocare la parte finale di stagione. Il resto è storia recente con il recupero e il ritorno in campo di nuovo da protagonista, come dimostrano i numeri (31 presenze e 5 reti), reinventandosi in alcune occasioni come esterno e in altre come regista di centrocampo. A Porto d’Ascoli ha stretto amicizie importanti e rapporti indelebili, su tutti quello col mister Davide Ciampelli, testimone di nozze un anno fa insieme allo stesso presidente Massi. L’addio è stato annunciato dallo stesso Napolano con un lungo post su Facebook. “Quattro anni ricchi di emozioni, gioie, vittorie, sconfitte, abbracci e tanto altro. Insieme abbiamo vinto tanto e portato storicamente questo piccolo quartiere a un passo dal professionismo. Ho indossato la fascia da capitano per quattro stagioni, rispettandola e dando sempre il massimo. Si chiude una parentesi calcistica che ha dato tanto anche alla mia vita privata. In questi quattro anni ho coronato e realizzato sogni che mi hanno portato a essere quello che sono ora. Ho conosciuto e lavorato con persone che oggi sono diventati miei amici e che sono sicuro lo saranno per sempre. Non finirò mai di ringraziare la famiglia PDA per quello che mi ha dato in campo e fuori. Ho giocato per il bene e l’attaccamento alla maglia, senza pensare a nient’altro. Vi voglio un gran bene, resterete sempre nel mio cuore”.

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