“Morrovalle? Meglio di Roma e New York”, la scelta di Paolo e Cecilia Capinera

Paolo Capinera e Giovanni Basso (Foto di Marco Serri)

I titolari della nota Casa vinicola lasciano la Capitale per le Marche. “Qui c’è qualità della vita”

di Maurizio Verdenelli

Roma? Molto meglio Morrovalle! Sopratutto se si possiede, insieme con un palazzo storico di città, una bella tenuta con oliveto e vigna dove si produce ottimi vini e da dove si vede Adriatico, i monti Azzurri leopardiani e parte pure della terra fermana. “Abbiamo deciso: da gennaio veniamo a vivere stabilmente qui” dicono Cecilia e Paolo Capinera. “Paolo ormai adora le Marche e Morrovalle… e pure io! Qui c’è una grande qualità della vita” mi dice la signora prima di lasciare per palazzo Lazzarini il piccolo oliveto/frutteto prospiciente Country House e Cantina. Dove c’è un olivo antico di 400 anni “che fa olive ascolane tenere, sì proprio di quel tipo famoso” sottolinea Paolo.

Dal giardino hanno ammirato la ‘Notte delle stelle cadenti‘ dove tutta la famiglia Capinera (4 figli e numerosi nipoti, dai 10 ai 2 anni) insieme con i loro ospiti e l’enologo Giovanni Basso hanno trascorso la serata, guardando l’infinito marchigiano di una notte chiarissima, al tavolo cozze e frittura dell’Adriatico – caldissima grazie ad una maxi-padella sul posto – . E, guidati da Palmiro Ciccarelli, degustando l’ormai celebre ex Maceratino nelle variazioni della Casa: partendo dallo spumante Brut Rosè al Ribona classico in acciaio, dal Murrano al passito Gottifredo al cui gusto è stato con successo dedicato il gelato finale. I Cult della Cantina, dominata dall’acciaio e dal legno delle preziose barrique francesi, rievocano altri toponimi insieme con quello di Capinera e nomi che hanno fatto la storia morrovallese e non solo: Beato Masseo e Cardinal Minio. Sì, proprio lui che non diventi Papa per un voto al conclave di Perugia e che Superiore dei Francescani commissionò, mostrando intuizione acutissima (ma pare che l’avesse ‘raccomandato’ Cimabue), gli affreschi della Basilica di Assisi ad un giovane sconosciuto che si chiamava Giotto.

Amo Morrovalle e i suoi Grandi – dice Paolo – ho lavorato, appena sposato per mio suocero, un importante industriale vendendo pasta italiana pregiata a New York. Ma vuoi mettere Manhattan e tutti i grattacieli della Grande Mela con questo angolo marchigiano di sogno tra cielo, terra e mare?“.

Cecilia ci saluta: va nell’ala di palazzo Lazzarini occupata dalla famiglia. Precisa: “Appena sopra la locanda del Belli”. Già, proprio Lui: Giuseppe Gioacchino il poeta innamorato della marchesina Roberti (altra famiglia nobile quasi dirimpettaio dei Lazzarini): la ‘Cencia amorosa’ del suo Canzoniere. Un amore durato tutta la vita, tra Roma e Morrovalle. “Potevamo non ricordarlo almeno nel nome inaugurando il locale che ha vocazione letteraria con serate a tema?” dice Paolo Capinera. Assolutamente si.

Di seguito la photogallery della serata (Foto di Marco Serri).

Dalla Home


Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Articoli più letti della settimana

Ultime dalla provincia