Mondiale al via, ambizioni di medaglia per l’Italia

VOLLEY – Juantorena una certezza, Zaytsev può fare la differenza. Russia la favorita numero uno. Domani l’esordio degli azzurri contro il Giappone al Foro Italico

di Andrea Verdolini

La prima volta che, sul serio, si iniziò a parlare di pallavolo in Italia fu proprio in occasione di un Mondiale giocato in casa: era il 1978 e, sorprendendo tutti, la Nazionale guidata da Carmelo Pittera giunse addirittura alla finalissima battendo i mostri sacri di Cuba ed arrendendosi solo all’inarrivabile Unione Sovietica di Savin e di Zaytsev senior in un Pala Eur stracolmo. Uno storico girone si disputò, pensate, al vecchio e glorioso Palas di Via Veneto ad Ancona con Stati Uniti, Corea del Sud, Romania e Cecoslovacchia. In chiave azzurra fu un exploit splendido ma episodico, quello dei cosiddetti Gabbiani d’Argento (tra cui il nostro Massimo Concetti, non dimentichiamolo) e per tornare veramente a vedere il volley sulle prime pagine dei giornali occorrerà attendere altri 12 anni con il successo iridato in Brasile, il primo della “generazione dei fenomeni”. Per la terza volta si gioca un Mondiale nel Bel Paese (seppur in parziale coabitazione con la Bulgaria): l’attesa non sarà spasmodica ma gli appassionati hanno già fatto man bassa di biglietti per i match dei “nostri” attesi con fiducia e curiosità. Il talento non manca alla squadra di Blengini chiamata a riscattare la figuraccia di 4 anni fa in Polonia: potrebbe essere il Mondiale della definitiva consacrazione di Giannelli, ragazzo con le stimmate del fuoriclasse o di un libero di valore assoluto come Colaci. Juantorena è una certezza e dunque, la “chiave” di molte ambizioni di arrivare alle finali di Torino almeno con una medaglia al collo, è legata al rendimento di Zaytsev junior nel ruolo di opposto, dove talvolta è stato straripante, in altre occasioni, preoccupantemente discontinuo. Lecita qualche perplessità sulla forza dei centrali ma nel volley attuale, spesso e volentieri, la differenza si fa in altri ruoli. Se dovessi indicare una favorita non posso non citare la Russia che, come sempre e più di sempre, baserà tutto su uno straordinario potenziale atletico, assolutamente imparagonabile a quello delle sue, potenziali, contendenti. Certo da solo non basta ma, per usare un termine in voga oggi, è davvero…tanta roba. Personalmente, magari per un pizzico di partigianeria, seguirò con attenzione la Serbia: il problema in quel caso è assemblare e far ragionare di squadra tanti campioni del calibro di Atanasjevic, Kovacevic, Lisinac, Podrascanin e compagnia. Occhio agli Stati Uniti ed alla Francia, squadre sempre spettacolari anche se i transalpini sono in ansia per le condizioni di “genio e sregolatezza” Ngapeth. Francamente un’attenzione maggiore alle Marche, terra da sempre di grande pallavolo, sarebbe stata lecita ed auspicabile ma tant’è: 40 anni fa si giocò nel glorioso impianto al centro del capoluogo dorico poi, per molto tempo, più nulla con la giustificazione che non c’erano impianti adatti. Adesso ci sarebbero l’Astronave di Pesaro (forse il più bello e funzionale palas del Centro Italia), lo stesso PalaRossini di Ancona e mettiamoci pure l’ultimo arrivato, l’Eurosuole Forum di Civitanova. Invece, con tutto il rispetto, un girone sarà ospitato a Bari che non è stata mai, precisamente, una capitale del volley. Visto però che stiamo scendendo nel campanilismo più spicciolo la chiudiamo qui: per l’intero movimento, che avrebbe bisogno di un salutare rilancio, un’occasione davvero da non perdere.

 

redazione
Author: redazione

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Tag
Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS