Dalla Terza Categoria alla valorizzazione dei ragazzi del territorio. Il racconto della presidentessa
È un anno di calcio storico a Mogliano. Non solo il Borgo con la presenza in Promozione dopo il doppio salto di categoria, ma rinasce la storica prima squadra del paese: la Moglianese. A dirigere il club è Sara Rapari nel ruolo di presidentessa, la squadra milita nel girone “E” di Terza Categoria e attualmente si trova al secondo posto a pari punti con il Morrovalle. Entrambe inseguono la capolista Sforzacosta ma il campionato è lungo e aperto a sorprese. A commentare il progetto è proprio la presidentessa Rapari:
“Sono al mio terzo anno in veste di presidentessa, subentrata dopo la morte improvvisa del nostro ex presidente Lamberto Caponi.
Siamo una piccola società dove i ruoli non sono ben distinti ma appartengono a tutti quelli che fanno parte del direttivo. Sulla carta sono io a ricoprire la massima carica ma in realtà ognuno di noi opera in questa posizione. Il mio ruolo è più amministrativo, per quanto riguarda tutta la gestione e l’organizzazione della società e delle squadre è compito di altri. All’inizio, quando avevamo solo il settore giovanile, era tutto più semplice ma ora le cose iniziano a complicarsi, finalmente la Moglianese ha di nuovo una prima squadra. Eravamo molto titubanti su questa scelta, il passato della società è stato alquanto turbolento e avevamo paura di commettere gli stessi errori, poi ci siamo detti che in qualche modo dovevamo provarci anche in vista del prossimo centenario. Il nuovo campo in sintetico ci ha dato una grande spinta per migliorare sempre di più e sicuramente il nostro obbiettivo è quello di crescere ancora, ma sempre con la testa sulle spalle. Costruire la squadra è stato abbastanza semplice, siamo una società seria e con i piedi per terra, i giocatori che abbiamo chiamato sono venuti ben volentieri pur sapendo che avrebbero iniziato con una Terza Categoria. Per quanto mi riguarda, sinceramente, non credevo di ottenere questi risultati, forse proprio perché abbiamo iniziato senza grandi aspettative ma solo con la voglia di divertirci. Il ruolo chiave sicuramente lo hanno avuto il Mister Paolo Persichini e il suo secondo Antonio Marino, persone che ho conosciuto nell’ambito calcistico come elementi seri ed affidabili. Loro sono senza dubbio la nostra garanzia.
Quando questo direttivo ha rilevato la società, ormai totalmente alla deriva, erano rimasti all’incirca una trentina di tesserati, ora ne siamo quasi 200. Raccogliamo anche i giovani dei paesi limitrofi e questo ci ha aiutati molto. La presenza di una prima squadra ha scaturito nei nostri ragazzi più voglia di fare e dimostrare. Da sottolineare che molti giocatori della nostra Juniores già giocano titolari in Terza, dove si unisce la forza fisica dei più giovani, all’esperienza, anche decennale, dei giocatori più grandi”.
La presidentessa ha poi aperto all’ipotesi di una collaborazione col Borgo Mogliano, che non è ancora avvenuta. I bianconeri hanno bisogno di giovani visto il regolamento Under:
“Con il Borgo Mogliano abbiamo provato più volte a trovare un accordo, ma ancora non ci siamo riusciti. Per fondere le società c’è bisogno che tutti la pensino allo stesso modo ma questo ancora non è avvenuto. Un domani mai dire mai, per noi i bambini ed i ragazzi vengono prima di ogni prima squadra, quando questo sarà la priorità di tutti allora ne riparleremo.”
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