Mister Domizzi in doppio petto: “Fermana, il tuo clima mi piace”

SERIE C – Il nuovo tecnico si è presentato elegantissimo: “So riconoscere certe dinamiche e sensibilità, fatta la scelta giusta”

Primo giorno di scuola per mister Maurizio Domizzi. In mattinata tappa al Pelloni di Porto San Giorgio per visionare la struttura in cui la squadra si allena. Rigorosamente in calzoncini e t-shirt. Cambio d’abito, poi, dopo il pranzo con i direttori Conti e Adreatini. Per la presentazione ufficiale in casetta rossa e le foto di rito sul manto del Recchioni, Domizzi ha scelto infatti una elegantissima combo giacca più cravatta. Look non per deboli di… caldo. “Vestirmi così mi piace”, ha rotto il ghiaccio il nuovo allenatore della Fermana subito dopo aver stretto le mani dei presenti.

“Ringrazio dg e ds per avermi scelto e il presidente Simoni, che ha parlato di famiglia. Questa cosa l’ho riscontrata sin dalla prima chiacchierata fatta con la società – ha continuato Domizzi di fronte ai microfoni – ed è stato determinante ai fini della mia decisione. La sensazione è di aver sposato il progetto giusto, mi sono sempre fidato del mio istinto a pelle. Se ho posto condizioni? No, non avrebbe senso, chiunque a giugno può promettere la luna e poi non rispettare la parola, preferisco più che altro parlare, condividere, discutere giornalmente. So reggere il confronto e capire certe dinamiche e sensibilità. Farò leva su questo mio lato caratteriale, tutto il resto si può costruire, migliorare, aggiornare“.

Andreatini, Simoni, Domizzi, Conti

Bisognerà costruire anche la squadra, che però per Domizzi non avrà un modulo prestabilito a prescindere. “Vorrei costruire una squadra che abbia un’atteggiamento che entusiasmi la gente, che aiuti i tifosi a ritrovare quella normalità apparentemente perduta. I giocatori? Credo che vadano messi a proprio agio, e penso che certe caratteristiche storiche di alcune squadre non vadano mai ignorate”. Insomma, mister Domizzi sa già cos’è intrinseco nel Dna della Fermana e di certo non è venuto per stravolgerlo.

Di sicuro la mezza delusione Pordenone è già un capitolo chiuso. “Per natura non mi aspetto mai niente dagli altri, è indubbio che per come era andata (con la salvezza in B, ndr) credo che potessi meritare una conferma ma è finita lì. Il giorno successivo già guardavo avanti”. E il percorso l’ha portato a Fermo, in una categoria che è un gradino sotto ma che può lanciarlo, un po’ come aveva fatto col Domizzi calciatore. Nel Duemila in C1 a Livorno, ad affrontare il Lecco di…Paolo Ginestra (era il 10 ottobre ’99, ndr), portiere di un anno più vecchio (’79 contro ’80) che ora potrebbe allenare. “Non ci avevo pensato, comunque quella partita me la ricordo”.

La passeggiata sul prato del Recchioni, poi, ha aperto angoli di memoria. “Qui venni più di venti anni fa a giocare con la Nazionale Under 21, l’impianto era stato appena rifatto. Poi ci sono tornato qualche estate fa con il Venezia (Memorial Mario Rossetti, luglio 2016, ndr). Questo sì che me lo ricordo bene”. D’ora in poi questo stadio sarà il suo.

 

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