Maxim e Elena raccontano Root Winery: “Le Marche e il Verdicchio sono stati una scoperta”

Una nuova avventura nel mondo del vino, tra sostenibilità, qualità e la scoperta del bianco tipico locale nelle colline marchigiane

Maxim ed Elena hanno deciso di cambiare completamente la propria vita e trasferirsi nelle Marche per seguire una passione comune: il vino. Dopo anni trascorsi in finanza e marketing a Mosca, hanno scelto le Marche, più precisamente la città di Maiolati Spontini, per l’autenticità del territorio, la bellezza dei paesaggi e il grande potenziale enologico. Qui hanno scoperto il Verdicchio, vitigno che è diventato il cuore della loro produzione, dando così vita a Root Winery.

Chi c’è dietro Root Winery? Perché avete scelto le Marche?
“Abbiamo iniziato scegliendo il Paese. L’Italia ci è sembrata il posto perfetto. Abbiamo viaggiato in quasi tutte le regioni italiane, esplorando vigneti in vendita, ed è così che abbiamo scoperto il Verdicchio. Il vigneto che abbiamo trovato nelle Marche rispondeva a tutti i nostri criteri. C’era anche una casa abbandonata affacciata sul vigneto. Per noi era importante vivere vicino alle vigne, perché il vino richiede attenzione costante e perfezionismo. È questo che garantisce la qualità al consumatore. Le Marche sono state per noi una vera scoperta“.

Come è nata Root Winery e cosa la distingue dalle altre cantine?
Abbiamo iniziato dal progetto più impegnativo: produrre uno spumante Metodo Classico da Verdicchio. Secondo noi, il Verdicchio è perfettamente adatto a questo stile, e il terroir del nostro primo vigneto possiede caratteristiche uniche per la produzione di spumanti di altissimo livello. Per questo motivo, le nostre prime vendemmie sono state dedicate esclusivamente al Cru Spontini. Dopo i primi risultati positivi, abbiamo deciso di dedicare l’intero vigneto di due ettari esclusivamente allo spumante. Per i vini fermi, abbiamo preso in affitto un altro vigneto e lanciato la nostra prima annata nel 2024“.

Da dove nasce il nome Root Winery?

“Root rappresenta la base. Simboleggia la profondità delle nostre intenzioni e l’importanza dell’apparato radicale della vite. Tutto inizia dalle radici, ed è da lì che nasce la qualità. Volevamo che il nostro pubblico capisse subito che avrebbe vissuto qualcosa di diverso rispetto alle cantine italiane tradizionali. Il nostro obiettivo è creare una delle migliori esperienze enologiche al mondo”.

Quando avete deciso di iniziare questa avventura?
“Durante la pandemia, come è successo a molte persone, abbiamo trascorso più tempo insieme, parlato del futuro e capito che, se lo volevamo entrambi, dovevamo iniziare subito. Non ci sarebbe mai stato un momento perfetto”.

Il vostro progetto si basa su sostenibilità e pratiche biologiche. Perché questa scelta?
“Per noi è stata una decisione naturale. Se il terroir e il clima consentono una viticoltura sostenibile e biologica, non vediamo alcun motivo per fare diversamente. Le Marche sono ideali per questo. Non ci sono gelate primaverili severe, né caldo estremo o siccità. Il Mare Adriatico, i monti Sibillini, la ventilazione naturale, i flussi d’acqua sotterranei e la biodiversità creano condizioni perfette per una viticoltura sostenibile”.

Quali vini proponete? Qual è il vostro fiore all’occhiello?
Oggi proponiamo due collezioni di vini. La prima riflette la nostra identità: il nostro bestseller Firmior Verdicchio DOC Classico Superiore 2025, Lumen Marche IGT (Verdicchio sorprendentemente leggero ed elegante), Lumen Zero (Verdicchio analcolico come parte della nostra filosofia di sostenibilità), Apiana Marche Fiano IGT (una varietà di Fiano scoperta inaspettatamente in un vecchio vigneto). La seconda collezione comprende i nostri vini premium: Habemus Verdicchio DOC Classico Superiore 2024 e il nostro fiore all’occhiello Cru Spontini Spumante Metodo Classico DOC 2023″.

Quali esperienze offrite ai vostri ospiti?
“Abbiamo creato un esclusivo Wine Dune Buggy Tour. Si tratta di tour privati per gruppi da 3 a 6 ospiti sul nostro veicolo da collezione, direttamente tra i vigneti. Durante l’esperienza, gli ospiti si godono un picnic privato in vigna con vista panoramica sulle montagne e tramonto. Forniamo una picnic bag firmata Root, una bottiglia di vino e da 5 a 6 box di specialità locali. Su richiesta, gli ospiti possono anche visitare il Museo Spontini e una cantina medievale abbandonata in un borgo vicino”.

Obiettivi futuri?
Abbiamo in programma di ospitare eventi, degustazioni e sviluppare l’enoturismo nelle Marche.
Crediamo che le Marche generino un forte effetto wow grazie alla loro combinazione unica di vigneti, montagne e paesaggi incontaminati”.

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