Maxi rissa in Matelica-Elpidiense, la versione degli ospiti

PRIMA CATEGORIA – L’intervento dell’Avvocato Massimiliano Lelli

Se il Giudice Sportivo non ha voluto calcare la mano inerenti ai fatti accaduti nel post gara di Matelica-Elpidiense Cascinare, match di Prima categoria disputato due settimane fa, c’è un video (vedi) che ha fatto il giro del web ed è finito nelle mani degli inquirenti.

In casa Elpidiense Cascinare ovviamente c’è rammarico e dispiacere per quanto accaduto e a parlare a nome del club è l’avvocato Massimiliano Lelli. “In chiave sportiva l’Elpidiense si sente sconfitta. Ma soprattutto qui chi ha perso è stato lo sport. Purtroppo se ne deve prendere atto a malincuore perché ci ritroviamo a commentare fatti molto più grandi dell’ambiente in questione. E’ stata rovinata l’immagine di una società storica e prestigiosa come l’Elpidiense che ora è etichettata come una società di picchiatori, quando in realtà questo non è assolutamente vero. Sono stati cinque minuti di follia che hanno travalicato quanto di buono è stato fatto nel corso degli anni. Sono tutti ragazzi seri che purtroppo hanno perso il lume della ragione in quel caso”.

Per l’avvocato Lelli ci sono almeno due momenti che vanno presi in questione in merito al video. “La causa scatenante del tutto, e dalle immagini si vede, è il lancio di una borraccia ad altezza uomo che ha sfiorato un tesserato dell’Elpidiense. Chi era al di là della recinzione si è accorto di questo lancio fuori luogo e purtroppo, invece di placare gli animi, ha iniziato ad inveire contro un tesserato dell’Elpidiense Cascinare infortunato. Il video va guardato dall’inizio e pesa maledettamente l’antefatto di tutto: la squadra locale nell’antistadio non doveva starci sia per motivi di sicurezza, sia per motivi legati al Covid. A fine partita l’Elpidiense si stava recando negli spogliatoi posti distanti dal campo, logicamente i calciatori erano avvelenati per un calcio di rigore dubbio. La questione sarebbe finita lì. Tesserati e dirigenti che stavano aspettando l’uscita della squadra dal lato degli spogliatoi, sono stati accerchiati e apostrofati da pseudo tifosi del Matelica. E’ bastata una scintilla per far scatenare il tutto. Destino ha voluto che l’Elpidiense sia uscita dal campo e nel tragitto le due squadre sono entrate a contatto. E’ stato ravvisato un pugno dal giocatore dell’Elpidiense e già sanzionato dal Giudice Sportivo. Contemporaneamente, dopo dieci secondi, in reazione a questo pugno c’è stato il lancio della borraccia e ha dato seguito a questo parapiglia”.

Il direttore di gara ha riportato poco o nulla nel proprio referto. “La giustizia sportiva ha fatto un po’ come Ponzio Pilato punendo le società con 300 euro di multa a testa. Il problema è stata la gestione dell’impianto da parte della società ospitante che avrebbe dovuto impedire che le due squadre si incontrassero, invece l’Elpidiense si è ritrovata almeno sette/otto giocatori del Matelica. Se mi ospiti, mi devi mettere nelle condizioni che ciò non accada e io squadra possa abbandonare tranquillamente l’impianto di gioco una volta ultimato il tutto. Adesso la questione passa alla Procura. Quest’ultima sta cercando di carpire quante più informazioni possibili sentendo i presenti e altri sono sotto processo per rissa”.

“Purtroppo nelle ultime ore c’è stata una brutta fuga di notizie su altre testate – prosegue l’avvocato Lelli – Si aspettano i Daspo da parte del questore, come misura cautelare anticipatoria del processo penale. Ancor più è stata riportata una cosa falsa. Non è vero, come scrivono, che la rissa si sia sciolta grazie all’intervento dei carabinieri. Tutt’altro. A calmare gli animi ci hanno pensato i dirigenti dell’Elpidiense Cascinare e in parte quelli del Matelica. Morale della favola, mancava il servizio di ordine pubblico perché i carabinieri sono intervenuti solo dopo essere stati chiamati, un po’ come accade negli incidenti stradali. La sicurezza chi la garantiva? Così come sono accaduti tafferugli in tribuna. Con la presenza delle forze dell’ordine gli animi sarebbero stati smorzati subito. Solo dopo sono arrivati i carabinieri sul posto, ma per prendere i nominativi e far luce sulla vicenda”.

A conclusione di ciò quindi “l’Elpidiense Cascinare prende le distanze da ogni tipo di violenza, ma non può allontanare giocatori o l’allenatore perché vale la presunzione di innocenza fino a tre gradi di giudizio. L’eventuale presa di distanza da parte del tesserato verrà presa in seguito a un Daspo e la società dovrà comportarsi di conseguenza”. C’è di mezzo anche la chiave sportiva in quanto, come proseguirà il campionato dell’Elpidiense Cascinare? Probabilmente “chiuderà i giocatori con la rosa contata, senza allenatore e poter fare cambi. Visto che mancano cinque giornate al termine, quindi 15 punti in palio, la squadra rischia anche di retrocedere”.

 

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