Maturità 2023, come superare l’ansia da esame: parla la psicologa

I consigli per ragazzi e genitori

Manca meno di una settimana alla prova di maturità 2023. Dopo la pandemia, le prove d’esame per i ragazzi del quinto anno della scuola secondaria di secondo grado ritornano a svolgersi come nel periodo pre-covid. Per i ragazzi sono giornate di forte studio, ansia e stress per arrivare pronti e preparati all’esame di Stato. Dell’argomento abbiamo parlato con la psicologa e psicoterapeuta, la dottoressa Laura Bocci, che da quasi vent’anni si occupa di problematiche psicologiche, emotive e relazionali relative all’infanzia, all’adolescenza e all’età adulta. “Gli esami sono motivo di preoccupazione, ansia e stress – afferma ogni prova, a prescindere dalle difficoltà, mobilita la paura e scatena le reazioni dello stress. Bisogna mantenere l’ansia all’interno dei parametri accettabili tali da non impedire la riuscita. E’ importante mantenere i piedi a terra cioè considerare quali sono le proprie caratteristiche e fare il punto su quello che posso mettere in campo nel momento in cui affronto una prova“.

E continua: “Avere ansia vuol dire che sono interessata alla mia riuscita. Sono fisiologicamente allertata e quel che più conta è che il mio pensiero è allertato. E’ un rito di passaggio che ha a che fare con la dimensione della prova ovvero con un’esperienza di esame individuale e pubblico insieme”.

È bene che i ragazzi inizino a pensare che quello che fanno, ciò su cui si impegnano, lo fanno per sé stessi e per la propria soddisfazione e riuscita. – sostiene la psicologa – L’ansia prende campo e si dilaga in maniera esagerata, insieme all’idea di non farcela e alla paura del fallimento proprio perché c’è una correlazione all’idea di percezione di un genitore all’idea del figlio di essere misurato con un ideale che lo schiaccia e che gli toglie il respiro per una buona riuscita“.

Per i ragazzi la psicologa consiglia: “L’esame non misura il valore complessivo di sé, ma è l’opportunità di misurarsi sulle proprie possibilità e di confrontarsi con qualcuno che è li per te pronto ad ascoltarti non solo a giudicarti. Per questo vorrei mettere in guardia i ragazzi dal cedere alle tentazioni del perfezionismo che rovina la preparazione oltre che la prova in sé”.

E per i genitori, consiglia: “Di non caricare la prova di esame di significati troppo pesanti. Sarebbe molto utile alleggerire i ragazzi di questa pressione psicologica anche incoraggiandoli a creare gruppi di studio perché è un’occasione per confrontarsi e per sciogliere la tensione con qualche sana risata e per condividere con gli altri e non in solitudine questo importante traguardo della vita”.

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