Matelica, Avella pigliatutto: “Battiamo la Sangiustese, poi vinciamo la coppa”

SERIE D, PLAYOFF – Il portiere biancorosso classe 2000 in vista della semifinale: “E’ un derby e le motivazioni conteranno moltissimo. Vittoria sfumata? Nulla è perduto, possiamo toglierci ancora grosse soddisfazioni”. Fischio d’inizio sabato (domani) alle 15 al Giovanni Paolo II

di Michele Raffa

Scattano i playoff nel girone F di serie D. Ad aprire le danze sarà proprio il Matelica impegnato, col favore dei pronostici per il doppio risultato da poter sfruttare nell’arco dei 120′ di gara, sabato (domani) al Giovanni Paolo II contro la Sangiustese alle 15. La formazione allenata da Tiozzo ha disputato fin qui una stagione monumentale, iniziata lo scorso luglio e ancora oggi è in pieno fermento con due obiettivi ancora da raggiungere: il primo, meno ambizioso ma comunque di prestigio, la vittoria dei playoff che non valgono l’accesso in D (solo punti per un fantomatico ripescaggio), decisamente più importante la Coppa Italia di categoria con la finalissima in programma a Latina sabato prossimo contro il Messina. Se la vittoria del campionato è sfuggita d’un soffio, Avella e compagni non disperano. “Si poteva fare sicuramente qualcosa in più contro un Cesena che alla fine dei conti è apparso più umano del previsto. Aver tenuto testa a una simile corazzata – dice l’estremo difensore biancorosso – ci rende pienamente orgogliosi, ancor più per aver chiuso il campionato a 80 punti. Ci tenevamo ad arrivare a 82, pur sapendo che al Cesena bastava un pareggio, ma arrivare a -1 dai romagnoli avrebbe reso maggiormente l’idea sul tipo di stagione disputata. Morale? C’è rammarico, ma ancora nulla è perduto. C’è voglia di portare a casa il massimo dalle ultime uscite stagionali. Domani ci attende la sfida con la Sangiustese che fin qui ha dimostrato grande tenacia e al loro debutto assoluto nei playoff di serie D vorranno sicuramente far bene. Poi è un derby, quindi le motivazioni conteranno molto più delle gambe”. L’estremo difensore del Matelica dunque, non ammette distrazione, e un po’ come in un casinò dopo una mano vincente, è pronto ad arraffare tutto ciò che è ancora nelle corde della squadra. La stagione di Michele Avella è stata fin qui costellata da molti alti, ma si sa, il ruolo del portiere è molto delicato e alcuni infortuni nel corso della stagione sono costati punti preziosi per poter scavalcare il Cesena in vetta e arrivare all’ultima giornata con un quadro totalmente diverso. “La mia stagione è stata un crescendo continuo. Non finirò mai di ringraziare tutto lo staff tecnico. Venivo da una stagione in cui ho giocato veramente poco, qui invece mi son state affidate le chiavi di una porta ambiziosa come quella del Matelica. Ho dato il massimo in ogni partita, a volte è bastato e altre no. Quello che conta è il risultato e abbiamo ancora un paio d’occasioni per toglierci grosse occasioni”. Il calcio, così come la vita però, non accettano i se e i ma. Parla il campo e se il Matelica è arrivato secondo con la bellezza di 80 punti in cassaforte, vuol dire che sia in alto (il direttore sportivo Micciola su tutti) che da bordocampo con mister Tiozzo, in questi 11 lunghi mesi agonistici è stato svolto un lavoro a dir poco grandioso. I biancorossi dunque, si affideranno al fattore campo nella semifinale playoff di domani. Chi dovesse passare il turno tra Matelica e Sangiustese, si sfiderebbe in finale contro la vincente dell’altra semifinale tra Recanaese e Pineto, in campo domenica al Tubaldi.

 

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