Marche pronte a riaprire: obiettivo 18 maggio per parrucchieri, bar e ristoranti

Il Governatore Ceriscioli ha illustrato le mosse nel corso di una videoconferenza

Ripartire si ma in assoluta sicurezza. Così nel corso di una videoconferenza il presidente della Regione Luca Ceriscioli, insieme agli assessori Moreno Pieroni e Manuela Bora ed al presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi ha illustrato i protocolli che porteranno all’apertura di spiagge ed esercizi commerciali.

Il tutto con la premessa che la curva epidemiologica continui con questo trend decisamente confortante e con l’avvertenza che si può, in ogni momento, fare dietro front se i contagi torneranno ad aumentare.

Lunedì 18 Maggio dunque non riapriranno soltanto centri estetici e parrucchieri ma anche bar e ristoranti mentre la stagione estiva prenderà ufficialmente il via venerdì 29 Maggio in modo, è stato detto, da sfruttare appieno il lungo ponte che ci condurrà al 2 Giugno. A tal proposito 4 i protocolli illustrati da Pieroni e relativi a strutture alberghiere (a cui sono state equiparate Bed and breakfast e Country House), villaggi e campeggi, stabilimenti balneari e spiagge libere. Si va in direzione di un percorso condiviso sicuramente con l’Emilia Romagna e forse anche con l’Abruzzo in modo che coloro che scelgono l’Adriatico troveranno misure univoche.

Ci potrà essere un ombrellone ogni 10,5 metri quadrati mentre i lettini dovranno mantenere la distanza di 2 metri ognuno. Sconsigliate le docce al chiuso mentre non si potranno praticare, ovviamente, sport di squadra. Le spiagge libere rimarranno libere con ombrelloni a 4 metri e controllo affidato alle amministrazioni locali. Norme ferree anche per le piscine dei villaggi e campeggi: non più di 4 persone ogni 10 metri. Obbligatoria inoltre la sanificazione delle stanze degli alberghi ogni cambio ospite. Per i ristoranti obbligatoria la prenotazione indicando se si appartiene allo stesso nucleo familiare o meno. Si potrà tornare a consumare al bancone, pur rispettando il distanziamento sociale. L’arma migliore, si è detto, è il senso di responsabilità di ognuno di noi.

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