Conte infuriato con le Marche ed è guerra istituzionale: l’ordinanza sulle scuole sarà impugnata

Ceriscioli a testa bassa: “Vogliamo essere trattati come le altre regioni”

E’ scontro frontale fra Governo centrale e regionale sull’ordinanza emanata dal presidente delle Marche Luca Ceriscioli con cui vengono chiuse fino al 4 marzo le scuole di ogni ordine e grado per fronteggiare la diffusione del coronavirus.

“Ho sentito il presidente delle Marche Ceriscioli anche nel corso del pomeriggio. Non condivido questa scelta, è una scelta della Regione. Si sta operando per emanare questa ordinanza per tutte le regioni in cui non ci sono casi positivi e in cui si adotterà una regola comune anche per garantire ai cittadini un orientamento uniforme ed evitare la confusione”: così si era espresso dopo l’emanazione dell’ordinanza il capo della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli. Fonti confermate da Palazzo Chigi, poi, danno per certa l’impugnazione da parte del Governo dell’ordinanza della Regione Marche. Conte sarebbe furibondo.

Ceriscioli, dal canto suo, sebbene sottoposto a una sorta di assedio da parte di giornalisti e medici su Sky Tg24, ha ribadito la bontà della sua scelta, preannunciando anche la possibile presenza di un primo caso ufficiale di coronavirus nelle Marche. Ceriscioli ha chiesto parità di trattamento da parte del Governo, in quanto le sue scelte sono state le stesse adottate da altre regioni sebbene anche lì non ci fossero ancora casi conclamati di coronavirus. Una vera guerra fra istituzioni, con Ceriscioli deciso a difendere fino in fondo l’autonomia sulle questioni sanitarie delle Marche e Conte che, dopo aver dato linee guida precise a livello nazionale, si è visto scavalcato. Mercoledì, di certo, gli studenti marchigiani a scuola non ci andranno. Giovedì… Beh, giovedì è un altro giorno e si vedrà.

Dalla Home


Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Articoli più letti della settimana