Marche Azione: “Caduta di stile per Giorgia Latini sulla questione Djokovic”

Dichiarazioni poco felici dell’Assessore per il gruppo

Marche Azione interviene sulla questione dell’Assessore Giorgia Latini in merito alla vicenda legata al campione di tennis Djokovic. Riceviamo e Pubblichiamo.

È una caduta di stile che ci saremmo risparmiati volentieri quella dell’Assessora allo Sport, Giorgia Latini, che in un irragionevole post ha tentato di spiegare che secondo lei Novak Djokovic non è un cattivo esempio, ma un paladino della libera scelta. A sbagliare, Giorgia Latini inizia in partenza: “Le leggi vanno rispettate, ma..”. Questo discorso non è accettabile in partenza da una figura istituzionale con deleghe che spaziano dalla cultura ai giovani fino all’istruzione. “Le leggi vanno rispettate, punto”: questo è il messaggio che un assessore o una qualsiasi carica dovrebbe portare ai cittadini. Che Djokovic sia un buon esempio, dopo le cronache degli ultimi giorni, è poi tutto da dimostrare. Diventare un campione assoluto nel proprio sport, essere molto legato alla famiglia, essere religioso e fare beneficenza sono senza dubbio caratteristiche molto positive, e per certi aspetti tutti vorremmo che i nostri ragazzi gli somigliassero un po’.

Ma la differenza tra un grande sportivo e un grande campione è proprio nell’integrità che dimostra soprattutto fuori dal campo da gioco, nella vita di tutti i giorni. Abbiamo conosciuto un Djokovic no-vax, contrario alla vaccinazione contro le evidenze della comunità scientifica, abbiamo assistito all’escamotage per aggirare le regole e giocare in Australia senza vaccino, abbiamo osservato la messa in scena delle menzogne con cui i suoi legali hanno tentato di difenderlo e, infine, abbiamo appreso dell’irresponsabilità di chi, positivo, ha partecipato ad eventi pubblici addirittura senza mascherina. Che i ragazzi siano messi in condizioni di sicurezza mentre fanno sport è una responsabilità delle istituzioni, poiché questi controlli vanno a beneficio sia loro che delle loro famiglie e cari. Che molti smettano di fare attività sportiva per questa ragione è tragico, ma bisogna spingere sulla responsabilità individuale, sullo spirito civico e sulla voglia che tutti abbiamo di lasciarci alle spalle questa pandemia e convincere alla vaccinazione, lavorando in sinergia con le associazioni sportive del territorio, non boicottare gli sforzi di chi ogni giorno si impegna per salvare una vita in più. Parlare alla pancia delle persone, criticando le misure che stanno limitando i danni in una delle regioni più compromesse a livello ospedaliero in Italia (Dati Dipartimento di Protezione Civile, aggiornati al 19-01-2022), non solo è un pessimo esercizio di populismo, ma si allontana parecchio dalla responsabilità e dal senso civico che una figura istituzionale o un campione sportivo dovrebbero ispirare.

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