Maradona a Macerata, tra liti e il genio di un personaggio meraviglioso

Diego Maradona con l'allora ispettore Walter Busiello incaricato di seguire da vicino il campione nel ritiro maceratese

Nell’agosto del 1985 Diego con il suo Napoli in ritiro a Villa Quiete: curiosità e aneddoti di un’esperienza tutta da raccontare

di Maurizio Verdenelli

E lo ricordo ancora. Come non potrei? In quell’inizio di agosto dell’85 a Villa Quiete (Vallecascia di Montecassiano) al limite della capienza con le star della stagione lirica allo Sferisterio, lo vidi scendere calzando a metà sdrucite scarpe da tennis con cui aveva guidato da Capodichino fino a Macerata, la strepitosa Mercedes nera che un facoltoso tifoso del Napoli gli aveva regalato appena sceso dall’aereo che lo riportava dall’Argentina in Italia.

Al suo fianco Jorge Cyterszpiller, il direttore-tuttofare della Maradona Productions, la società incaricata di sfruttare commercialmente il brand del Pibe de oro. E ricordo pure la sorpresa, un po’ indignata, di Giancarlo Nascimbeni a conclusione della conferenza stampa nella quale Ottavio Bianchi annunciava che Diego non sarebbe stato della partita d’esibizione che i partenopei avrebbero giocato con la Maceratese a conclusione della preparazione della squadra programmata nel capoluogo marchigiano, pronubo (con lo stesso Nascimbeni) Italo Allodi grande amico di Bernardo Cherchi, direttore di Villa Quiete.

C’era da capirlo il diesse della Maceratese! Le spese erano tutte a carico della società biancorossa e senza l’attrattiva del grande campione, la cassa non avrebbe sorriso. Si trovò dunque un compromesso con il rigidissimo trainer degli azzurri, scortati dall’addetto stampa Carlo Verna, attuale presidente nazionale dei giornalisti e da Pierpaolo Marino. Quest’ultimo chiamato proprio da Allodi a Napoli. Con la prenotazione per il match all’Helvia Recina, il tifoso acquisiva anche la possibilità di accedere agli allenamenti della squadra, cui naturalmente partecipava Maradona che peraltro doveva recuperare dalle sue tradizionalmente lunghe ferie. Non ci fu invece verso di comporre il… contenzioso tra il campione e Cherchi (pure ‘amiconi’ fino a poco prima) il quale non aveva assolutamente aderito alla richiesta di Diego di far servire a tavola il cagnolino di Claudia Villafane, la fidanzata (poi moglie) che di lì a poco l’avrebbe raggiunto. Arrivando a disertare la foto ricordo del Napoli con lo stesso Bernardo e lo staff dell’hotel dove Maradona era ogni giorno raggiunto da gruppi di tifosi partenopei che lui salutava ai cancelli.

E prima della partita dell’addio, dieci giorni dopo, ricordo una litigata furibonda sulle scale del municipio – dove il Napoli era atteso per il saluto ufficiale della Città da parte del sindaco Carlo Cingolani – tra il Pibe e il fotoreporter de ‘Il Messaggero’, Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni. “Diego, alza ‘sta capa” gli disse Pietro mentre Lui saliva le scale. “Calmito, ti butto dalla finestra” fu la risposta del campione appena giunto al pianerottolo.

Ne nacque una lite furibonda, a stento sedata d Salvatore Bagni, a lungo poi al centro dei racconti dei cronisti sportivi presenti. Tanto che nel ’90, preparando il Mondiale in Italia, l’Argentina (Maradona ritardò al solito l’arrivo) ospite di Camerino all’hotel dei Duchi di Giorgio Bottacchiari, fu consumata allo stadio de Le Calvi, una tenera beffa ai danni di Briscoletta, organizzata dal collega Luigi Avi complice il selezionatore Carlos Bilardo, ‘El nason’. Che avvicinato il fotoreporter del Messaggero (‘E’ lei il senor Baldoni?’) presente al campo, adducendo artatamente d’aver ricevuto un telegramma da ‘Dieguito‘ disse che dal campione aveva ricevuto l’incarico di scusarsi per quell’episodio maceratese dell’85.

“Un agosto indimenticabile – ricorda ora l’avvocato Giancarlo Nascimbeni – Con Allodi firmai a Fabriano il contratto che fissava la preparazione precampionato del Napoli a Macerata. Altri tempi! In città per la preparazione erano stati già ospiti la Juventus nel ’72, due volte il Torino di cui sono tifoso con un pareggio nel match amichevole con la Maceratese (1-1; reti di Pagliaro e Pulici) e due volte il Perugia (allenatori Giagnoni e Agroppi)”.

Come finì l’amichevole Maceratese-Napoli?
“Tre a zero per ‘loro’: tripletta di Daniel Bertoni”.

Il botteghino registrò, anche senza Maradona, il tutto esaurito potendo vantare campioni come il portiere ‘giaguaro’ Castellini, Eraldo Pecci, lo stesso Bertoni, Bruno Giordano e il ‘paciere’ della lite Maradona-Briscoletta, espulso dopo 15′, il talentuoso, dal carattere talvolta impetuoso, l’ex grifone Bagni. Macerata portò tuttavia fortuna al Napoli che la stagione successiva sarebbe diventato per la prima volta campione d’Italia.

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