Manifattura, volontariato, turismo, FIM e cultura: Petrini “sfida” la città

ELEZIONI COMUNALI PORTO SANT’ELPIDIO – Anche l’ultimo candidato sindaco si è presentato ai cittadini

di Maikol Di Stefano

Questo posto è cambiato molto da quando venivo con mio padre a vedere le americanate”. Apre così Paolo Petrini la sua corsa al ruolo di candidato sindaco per la città di Porto Sant’Elpidio. Lo fa nel nuovo polo culturale nato in centro città, nello spazio pubblico riqualificato del teatro Beniamino Gigli. “Prima di cominciare confesso i miei peccati: ho già fatto il sindaco e poi ne ho fatti altri di peccati”. È un Petrini sicuro, nessuna tavolata con membri di coalizione insieme a lui. Nessuna lista da presentare. Un uomo solo al comando, che con la testa alta, forte di oltre venticinque anni di esperienza nella politica, parla ad una platea.

“Io credo che di fronte a queste situazioni sociali che stiamo vivendo, molto dure, il Comune abbia un preciso compito cioè quello di stare dentro i processi di cambiamento. Penso che il comune prima di tutto non debba lasciare sole le persone di fronte alle incertezze, ma anzi in un certo senso far socializzare loro con queste problematiche. Ma a che punto siamo? Credo che vanno individuate le energie presenti in questa città su cui lavorare, come la manifattura. Siamo stati per lungo tempo una delle città più manifatturiere d’Italia, non delle Marche. Oggi non è più come prima, nelle calzature ci sono stati due svolte: la Russia ed i grandi marchi”.

La storia economica della città, la bottega e le piccole medie imprese, questi sono i primi argomenti che il Petrini candidato tocca, ricordando come “lo spirito imprenditoriale che una volta apparteneva a tanti cittadini, oggi è rimasto e lo vedo negli amici che si sono dovuti reinventare o chi tramite nuove idee ha trovato la sua realizzazione”. Una Porto Sant’Elpidio che in mezzo ad una crisi economica di portata globale, dovrà quindi sapersi muovere, andando a pescare oltre il classico mondo calzaturiero che va salvaguardato in quanto già esistente, ma che va anche aiutato a voltare pagina, iniziando a mostrare nuove vie per far sì che il tessuto economico cittadino non soccomba definitivamente. “Dobbiamo fare la lotta ai negozi sfitti”. Ricorda proprio dall’alto dell’ambone lo stesso Petrini.

“In questa città poi c’è il volontariato, spesso lo sottovalutiamo, ma ci sono tante associazioni che accolgono un fiume di persone. Associazioni che vivono con la forza lavoro di chi, dopo una giornata nel proprio impiego lavorativo, dedica qualche ora agli altri con totale dedizione. – prosegue l’ex sindaco ed onorevole – Un’altra energia è il potenziale turistico. Il nostro sta soprattutto nel mare, questo è naturale. L’amministrazione ha fatto un buon lavoro impegnandosi per proteggere la spiaggia e questo sarà continuato a fare negli anni. L’amministrazione comunale dovrà fare un nuovo piano di spiaggia, ma non basta questo per il potenziale turistico che abbiamo. C’è bisogno di quello che è già nato nella ristorazione, nell’accoglienza diffusa a cui speriamo di affiancare qualcosa di più strutturato. Si sta affermando una cultura che ci può permettere di affermate questa idiologia di accoglienza”.

Poi il candidato si lascia andare all’esempio sportivo per spiegare “chi è” la città oggi. “A mio parere Porto Sant’Elpidio è come un ciclista su pista che aspetta il momento per scattare. Questo dovere è dell’amministrazione, quello di avvicinare la comunità verso una medesima direzione. Abbiamo ancora dei problemi logistici, il casello autostradale ci ha aiutato qualche anno fa, però dobbiamo ancora migliorare con i fondi del PNRR, che potrebbero dare alla luce le bretelle che ci collegano con Civitanova Marche, l’Umbria e il lungo Tenna. Ma anche degli accessi verso il mare a nord e a sud della città”.

Tema centrale di questa nuova campagna elettorale per tutte le forze impegnate è il futuro della FIM. “Per me la FIM era stata un’ingiustizia clamorosa quando la sovrintendenza pose il vincolo nel 2001 a me sembrò una grandissima ingiustizia. – racconta Petrini, all’epoca dei fatti primo cittadino del paese – Mi battei in maniera molto forte contro la stessa sovraintendenza. Oggi la situazione è di un vincolo che rende difficoltosa la bonifica. Sull’intero spazio FIM quel vincolo oggi è una legge che va rispettata, applicata però in maniera tale che possa vederla bonifica prima e riqualificata poi con ragionevolezza. Trovare il giusto equilibrio tra memoria storica, ma senza deludere le aspettative di futuro. Io mi batterò in questo modo”.

Discorso rivolto poi anche al sociale e alla cultura. “Noi con la cultura abbiamo bisogno di costruire una comunità che sappia affrontare meglio il futuro”. Una campagna elettorale che vedrà la sua fine il 12 maggio nuovamente all’interno del Gigli. “ Io non chiederò il voto per far vincere la sinistra o per far perdere la destra. Io chiederò il voto per far vincere Porto Sant’Elpidio. – chiude Petrini – Ringrazio il sindaco, il Partito Democratico, tutti quelli che si stanno impegnando insieme a me per costruire meglio questo progetto”.

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