Malore fatale: addio a Roberto Renga, “custode” del cimitero

La sua storia resta il ritratto di un uomo che ha trasformato la solitudine in cura e fedeltà

È stato trovato senza vita nel suo appartamento Roberto Renga, figura ben nota agli abitanti di Ascoli Piceno per la sua dedizione al cimitero cittadino.

Vedovo da otto anni, aveva scelto per lungo tempo di vivere accanto alla tomba della moglie, stabilendosi in una roulotte nel piazzale del camposanto insieme ai suoi cani, compagni inseparabili che considerava la sua famiglia.

Pur senza alcun incarico ufficiale, si occupava quotidianamente dei vialetti, dei fiori e degli spazi tra le tombe, guadagnandosi il rispetto e l’affetto dei cittadini. Solo di recente aveva accettato una sistemazione in casa, dopo aver rifiutato in passato offerte che prevedevano la separazione dai suoi animali. Nonostante il trasferimento, non aveva smesso di frequentare il cimitero, continuando a svolgere piccoli lavori e mantenendo quel legame che per lui era prima di tutto un atto d’amore verso la moglie e verso un luogo diventato casa.
A ritrovarlo è stato un familiare; carabinieri e sanitari del 118 hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

La sua scomparsa lascia un vuoto autentico in chi lo conosceva e in un luogo che, grazie alla sua presenza, era diventato più curato e più umano. La storia di Renga resta il ritratto di un uomo che ha trasformato la solitudine in cura e fedeltà, vivendo accanto ai morti per restare vicino ai vivi nella memoria che non c’erano più.

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Author: redazione

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