Maceratese, svegliati da questo film horror

Alberto Crocioni, presidente della Maceratese

PROMOZIONE – La società, con una serie di decisioni assurde, complica i piani e il mea culpa sarebbe la soluzione migliore. Nocera, come prevedibile, non fa i miracoli. La tifoseria è stufa

di Andrea Busiello

La Maceratese ieri ha perso a Treia 2 a 1 e forse è stato toccato uno dei punti più bassi degli ultimi anni. In settimana era stato mandato via Marinelli (e di conseguenza si è dimesso lo staff) ed è stato ingaggiato Francesco Nocera, che adesso è costretto a lavorare in condizioni oggettivamente molto complicate.

Francesco Nocera

Alla base delle difficoltà dei biancorossi c’è un solo colpevole: la società. E chi ha spinto velocemente affinchè la stessa avesse marchi e storia della Ss Maceratese 1922. La Ss Maceratese era il vanto della città, da sempre i maceratesi erano innamorati follemente della loro squadra. In questo momento il sentimento maggiore è la vergogna di vedere quei magici vessilli trucidati in questa maniera.

La cronistoria di questa stagione evidenzia degli errori madornali nelle scelte e nelle decisioni importanti. In estate, dopo il precedente anno gestito ampiamente alla carlona, la società decide di affidarsi a un tecnico giovane (ma preparato) e vogliosissimo di emergere. Daniele Marinelli porta con sé l’intero staff composto da un validissimo preparatore atletico, un secondo allenatore (e tecnico della juniores), un preparatore dei portieri e un massaggiatore: gruppo di lavoro che ha cementificato amicizia e lavoro in sintonia nei precedenti anni.

Jonathan Proculo

La scelta della società ha una buona logica, vicino a questo gruppo come unica figura dirigenziale di calcio viene inserito Jonathan Proculo. Il ds è uno dei numeri uno nel conoscere il gioco del calcio ma va dosato. E la società sbaglia nel non affiancare a Proculo un Dirigente di vecchia data nel mondo del football. E così Proculo sguazza nel costruire la squadra con i suoi pregi e difetti.

Marinelli e il suo staff iniziano la stagione senza un gruppo. La squadra viene costruita con troppo lassismo e sin dalle primissime amichevoli è chiaro come di lavoro per diventare una squadra ce ne sarebbe voluto tantissimo.

Tra fine agosto e inizio settembre, durante una lite per motivi tecnici, il presidente Crocioni e il ds Proculo vanno oltre la civiltà sotto gli occhi di tanti dirigenti e calciatori biancorossi. Il rapporto da quel giorno tra Presidente e Ds diventa freddissimo, tanto che Proculo non verrà mai tesserato (scelta incongruente per un progetto tecnico a lunga scadenza).

Daniele Marinelli

In un modo o nell’altro, facendo credere alla piazza di chiedere il ripescaggio in Eccellenza ma dimenticandosi di fare domanda nei tempi prestabiliti, la Maceratese inizia il campionato tra lo scetticismo generale. Al tecnico Marinelli e al suo preparato staff va il grandissimo merito di aver lavorato con grandissima professionalità, andando alla cura dei dettagli dalla mattina alla sera. La rosa non è completa (da ricordare il caso Franco, emblematico) ma la stagione della Maceratese inizia discretamente, pur non brillando nel gioco i risultati arrivano.

Dopo la vittoria di Monterubbiano la società contatta Nocera. Il tecnico campano si dichiara disponibile ad approdare a Macerata ma non vuole lavorare con Proculo e propone Vecchiola. La società non se la sente di operare il doppio ribaltone e così prosegue con Marinelli e Proculo, entrambi sfiduciati dalla fiducia societaria per ovvi motivi. Arriva il mercato di dicembre, nodo cruciale della stagione. La Maceratese fa la corsa sull’Atletico Ascoli che obiettivamente ha una rosa nettamente superiore e un gruppo che gioca insieme da almeno due anni. La riunione tecnica fa emergere una volontà comune: squadra riconfermata in toto e due o tre innesti mirati per puntare a cucire il gap tecnico con la prima della classe.

Romano Carancini, Sindaco di Macerata

Il patron Crocioni cambia le carte in tavola e si mette in prima linea sul mercato andando a svincolare il giocatore più forte della rosa e del gruppo, Luca Jachetta, per motivazioni a tutt’oggi ancora incomprensibili. Arriva Perfetti che viene “obbligato” ad agire come regista quando le sue caratteristiche sono decisamente quelle di un incontrista in mediana e soprattutto viene acquistato Adami quando già in rosa Papa e Chornopyshuk. E in uscita c’è praticamente tutto il centrocampo di riserva con Diarra, Bonifazi, Cascianelli, Gyaba e Cesca che vengono mandati via.

Il mister, dopo il ribaltone di mercato, pensa alle dimissioni. Ma per un tecnico giovane come lui l’occasione Macerata è ghiotta e anche con questa rosa storpiata l’obiettivo play off è alla portata. Si va avanti un po’ tutti da separati in casa. Da un lato la società, dall’altro il ds e da quell’altro lo staff. Ognuno distante dall’altro.

Brack litiga con Mengoni a Treia

A Chiesanuova succede un episodio francamente incommentabile. La squadra inizia il riscaldamento alle 13.30 e dopo 10’ viene chiamata dentro gli spogliatoi da patron Crocioni. C’era, a suo dire, un grave problema: era uscito un articolo sul nostro giornale dove si diceva che in quella sfida non ci sarebbero stati Brack e Mariani, causa infortunio. Non perché noi ci dobbiamo giustificare ma la notizia di Brack era stata comunicata in tarda mattinata dall’ufficio stampa della società e l’assenza di Mariani era nota ai più dato che il ragazzo durante la settimana si era allenato a singhiozzo e gli allenamenti sono, a tutt’oggi, ancora a porte aperte. Tra l’incredulità generale della squadra il patron dichiara che se scopriva chi aveva dato questi “clamorosi” scoop alla nostra testata sarebbe stato messo fuori squadra immediatamente.

Forse Perfetti, che ha anche vinto un campionato di D in passato, avrà pensato: “Ma dove sono capitato?”. Così come lui tutti gli altri protagonisti pensavano di stare su “Scherzi a Parte”, e invece era la realtà. La Maceratese torna a fare riscaldamento e vince 2 a 0 a Chiesanuova. La settimana successiva arriva il pareggio interno contro l’Atletico Centobuchi con Marinelli che in panchina aveva un solo over abile a poter entrare. La società opta per l’esonero, senza rendersi conto delle conseguenze.

Emanuele Castellano

In primis la squadra è tutta con l’allenatore e lo staff, che hanno lavorato in condizioni praticamente impossibili per raggiungere risultati. E poi perché con l’esonero del mister i componenti dello staff si sono tutti dimessi. Ad oggi la Maceratese non ha un preparatore atletico e ha obbligato Matteo Gentili a smettere di giocare per fare il ruolo del preparatore dei portieri.

La sconfitta di Treia, arrivata per giunta contro una squadra priva di Gobbi e con Di Francesco out da inizio secondo tempo, è figlia di una gestione scellerata di tutto. Errori a ripetizione e di ogni genere stanno fortemente condizionando la seconda stagione della Rata in Promozione. Nel ko di Treia emerge l’errore individuale del portiere Giustozzi (tra l’altro decisivo dopo in due parate importanti). E anche qui si apre una valutazione di mercato priva di logica. Se la logica è avere il portiere under allora è bene averne un altro in panchina perché altrimenti il rischio concreto sarebbe quello di dover fare due cambi se il portiere under non dovesse giocare.

C’era Giovagnoli che poteva essere una valida alternativa a Giustozzi, sia per farlo recuperare da qualche acciacco fisico avuto nelle settimane precedenti sia per inserirlo magari in un momento delicato come questo dopo due errori gravi consecutivi. La scelta della società però è stata quella di tagliare il rimborso del secondo portiere e così ecco che la situazione è praticamente irrisolvibile.

In tutto questo ci sono i tifosi della Rata, che ieri hanno sfogato tutta la loro delusione per una gestione societaria da film horror. Nocera è un grandissimo allenatore e il suo curriculum parla da solo ma sicuramente non è in grado di fare i miracoli. Aver mandato via Marinelli (e aver subito le logiche dimissioni dell’intero staff) è stato solo l’ultimo, gravissimo, errore fatto da una società che stava facendo benino e che incredibilmente ha fatto harakiri da sola. Qualcuno è giusto che faccia un bagno di umiltà perché la Maceratese è una cosa seria.

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