Maceratese, storia di un fallimento annunciato

Alberto Crocioni, presidente dell'Hr Maceratese

CALCIO – Città umiliata da un progetto privo di sostanza. Proculo nuovo direttore sportivo?

di Andrea Busiello

La sconfitta della Maceratese ad Ascoli contro l’Atletico ha sancito la fine della stagione per i colori biancorossi. Una fine praticamente annunciata, figlia di una gestione della situazione da film horror. Partiamo da lontano, dalla scorsa estate. L’amministrazione comunale aveva individuato nel presidente Crocioni e nell’Helvia Recina la ripartenza del calcio cittadino, cercando in tutti i modi di non agevolare il possibile approdo di Canil che sarebbe potuto essere di grande livello e andando a bocciare anche l’altra ipotesi che si era creata con un gruppo di imprenditori maceratesi pronti a ripartire dalla Prima Categoria, utilizzando il titolo di una società attualmente in campo nel girone C. Dunque, il numero uno dell’Helvia Recina Alberto Crocioni viene indicato come personaggio destinato a far ripartire la Maceratese. Da fine luglio a oggi, una sfilza infinita di errori. Tutti pensavano che almeno il campionato di Promozione potesse essere vinto con facilità o quanto meno disputato sempre ai vertici, cosa che poi non succederà mai nei mesi successivi. La società decide di rimanere con due diverse nomenclature: Hr Maceratese e Junior Macerata per il settore giovanile. Cosa più unica che rara per una squadra del capoluogo di provincia, dove forse l’unica motivazione è quella del business legato alla doppia fatturazione con due partite iva diverse e un tetto di 400 mila euro all’anno su ognuna delle società. Pensate un po’ se la Juventus o Milan nel settore giovanile si affidassero, ufficialmente, a un’altra società. O giusto per guardare intorno a noi l’Anconitana, il Tolentino, la Recanatese o la Fermana avessero per il settore giovanile una diversa nomenclatura. Ufficialmente le due società, Hr Maceratese e Junior Macerata, sono separate. Anche i colori sociali sono diversi, ma facenti capo a un’unica persona: Alberto Crocioni, che affida il ruolo di segretario alla figlia Evelina, sia per l’Hr Maceratese che per la Junior Macerata. Focalizzando l’attenzione sulla prima squadra, la società comunica di aver affidato il ruolo di direttore sportivo a Giammario Cappelletti. Figura storica e di riferimento per quanto riguarda il settore giovanile ma praticamente mai nelle vesti di direttore sportivo della prima squadra nella sua brillante carriera. Strada facendo ci si accorge però che Cappelletti non può essere annunciato come ds dell’Hr Maceratese perché tesserato già dall’amica Junior Macerata e così si cerca di far sparire la figura del ds piano piano. Ds che nel frattempo ha, sulla carta, costruito la rosa. Una rosa piena di punti interrogativi. La società si affida a Mario La Cava in attacco, ma il giocatore non sembra essere all’altezza della situazione e così dopo poche settimane il matrimonio finisce. Da qui a fine campionato l’Hr Maceratese non riesce a tesserare un attaccante degno di nome, che in Promozione possa fare i gol utili alla promozione della squadra. Prima viene “spacciato” per punteros Ridolfi, poi Suwareh ma né il primo né il secondo hanno mai giocato da numero nove. La squadra fatica a giocare proprio perché davanti non c’è un punto di riferimento capace di tenere alta la squadra e graffiare sotto porta. Mongiello, star per la categoria, si danna l’anima e fa la differenza in ogni partita ma sicuramente quando parte da centravanti fa fatica. La società in tutto questo affronta la stagione senza un direttore sportivo, senza un direttore generale e continua con la gestione che aveva quando si chiamava Helvia Recina. Allenamenti la sera e senza un preparatore atletico. Insomma, gestione dilettantistica allo stato puro che ha solo che fatto del male alla Maceratese. I soldi spesi per fare la squadra sono stati tanti ma spesi male e con poco criterio. Quante colpe ha l’allenatore Moriconi? Sicuramente avrà le sue ma in questa confusione generale è il minore dei colpevoli. Far giocare la sua squadra senza centravanti è un qualcosa su cui non può avere colpe. Di sicuro non è riuscito a dare un’identità alla squadra, non è riuscito a dare un’anima a questa Maceratese ma è pur vero che la società ha fatto di tutto per metterlo in difficoltà con i propri comportamenti, senza escludere le disquisizioni tecniche di cui più volte il numero uno Crocioni è stato protagonista, a dispetto dei ruoli. Il futuro? Questa società vorrebbe affidare a Proculo il ruolo di direttore sportivo e con ogni probabilità Moriconi non sarà più l’allenatore (potrebbe tornare a Loreto). Adesso è il tempo di riflettere e bene, anche da parte dell’amministrazione comunale perché Macerata e la Maceratese non meritano più tali umiliazioni.

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