Maceratese, Pagliari e Morbiducci infiammano la serata amarcord

L’Associazione Amici della Rata ha organizzato una cena per alimentare le speranze di rinascita. L’obiettivo del presidente Orlandi e del suo staff è quello di acquistare marchio, colori sociali e trofei dal curatore fallimentare

Per alimentare le speranze di rinascita cosa c’è di meglio se non affidarsi alle vecchie glorie? Anzi quando parliamo di Giovanni Pagliari e Moreno Morbiducci vengono letteralmente i lucciconi agli occhi per chi ha a cuore i colori biancorossi. Cosi’ l’Associazione Amici della Rata ha pensato bene di riunire i “gemelli del gol” per una partecipatissima rimpatriata organizzata dal presidente Giovanni Orlandi nel centralissimo Bar Ristorante Firenze. E’ notorio che il calcio a Macerata è in coma farmacologico, tenuto in vita dal dignitoso campionato dell’Helvia Recina in Promozione e da altre meritorie realtà che navigano nelle “minors”. Le macerie però delle sciagurate ultime gestioni, con la scomparsa della Rata certificata dalla recente radiazione, non hanno spento la fiammella della passione che continua ad ardere sotto la spessa coltre di cenere delle recenti, cocentissime, delusioni. Ecco allora che la serata con i due ex golden boy è trascorsa tra gli inevitabili amarcord (a dirli tutti si sarebbe fatta l’alba) e le interminabili discussioni sul “come ripartire”. In formissima Giovannino, accompagnato dal fratello Silvio noto procuratore sportivo, che ovviamente ha glissato sulle recenti disgrazie vissute ad Ancona ma ha snocciolato mille aneddoti su quegli anni ruggenti e la sua carriera. Ci vorrebbe un volume a raccontare tutto ma il suo racconto si infervorava al ricordo di due nomi, il Maestro Tonino Seri (chioccia di tantissimi virgulti) e il Diesse Giancarlo Nascimbeni, gente davvero di altra statura rispetto a qualche saltimbanco odierno. Vicino a lui il compagno di mille battaglie, meno ciarliero ma sinceramente sorpreso da un affetto che non conosce l’usura degli anni. Già, come ripartire? L’Associazione vuole perseguire la strada dell’acquisto del marchio, dei colori sociali e dei trofei dal curatore fallimentare. Può fare poco altro se non metterli a disposizione di chi vorrà far ripartire una storia nata nel 1922. Ne parleremo in altri momenti. Forse Morbiducci ha ricevuto il più bel complimento della sua vita da calciatore. Incalzato dai presenti su chi fosse il miglior giocatore con cui ha avuto la fortuna di giocare, il buon Pagliari (che ha condiviso la stessa maglia con gente come Di Livio, Ravanelli o Enrico Chiesa, giusto per citarne alcuni) non ha avuto dubbi: “Moreno”, e giù applausi.

A.V.

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