Maceratese, la squadra paga una gestione societaria improvvisata

PROMOZIONE – A sei giornate dal termine i biancorossi sono in lotta per entrare nei play off. Investimenti enormi per la categoria (ci sono squadre d’Eccellenza che spendono la metà) non sempre portano a vincere se dietro non c’è una struttura solida e professionale

di Andrea Busiello

Il pareggio conseguito a Capodarco con la Futura 96 porta la Maceratese a quota 37, al quinto posto nel girone B del torneo di Promozione e, a sei giornate dalla fine, l’obiettivo si ridimensiona ad entrare nei play off perché il primo posto è bello che andato (mai la squadra ha dato la sensazione di poter ambire al primato). I biancorossi pagano una lunga serie di negligenze societarie che si tramutano in punti persi e in una città come Macerata costretta a continue umiliazioni su campi, obiettivamente, non adeguati a una società capoluogo di provincia e con una lunga storia tra professionismo e quarta serie. Professionismo, parola che il patron Crocioni non ha interpretato nella sua gestione societaria, volta all’approssimazione e priva di criteri logici. In estate come ds era stato ufficializzato Giammario Cappelletti, uomo da sempre protagonista con i giovani e praticamente mai impegnato in questa delicata veste che richiede adeguata esperienza. Adesso però Cappelletti sembrerebbe fuori dai ranghi societari: forse non era chiaro che un dirigente può essere tesserato per una sola società e Cappelletti è già in forza alla Junior Macerata. Chiunque avesse costruito la rosa (a questo punto è possibile che sia stato il presidente) lo ha fatto con criteri privi di logica: al mister Moriconi, tecnico con un lungo pedigree tra Eccellenza e Promozione, è stata consegnata una squadra priva di tante pedine. Per “salvare il salvabile” la società ha comprato di tutto e di più (Ridolfi e Mongiello sono fuori categoria, anche in D troverebbero spazio), spendendo cifre obiettivamente fuori mercato per la categoria (c’è chi in Eccellenza spende la metà) e non costruendo una squadra con criteri tattici corretti. Lacune, palesi, tecniche: terzino sinistro gioca Bigoni, quello non è il suo ruolo. Centrali di difesa sono avanti con l’età e nonostante le capacità tecniche sono ovviamente a rischio infortunio (Falco preso a dicembre, praticamente mai visto in campo). In mediana non c’è un regista che imposta il gioco: la società si è lasciata sfuggire Badiali in estate che sta facendo le fortune del Valdichienti Ponte ed è un giocatore obiettivamente destinato altrove. E lacuna più grave, la squadra è priva di un centravanti: la società non è stata capace di mettere a disposizione del tecnico un giocatore capace di fungere da numero nove (possibile mai che nessuno è voluto andare a giocare con la Maceratese?). Qualcuno ha cercato di far passare Suwareh come il centravanti tanto atteso ma il coloured è solo un gran corridore, disponibilissimo al sacrificio ma che con il ruolo di centravanti non è compatibile: l’arrivo di Suwareh ha anche costretto all’esclusione forzata un esterno valido come Agostinelli. Insomma, un errore dietro l’altro di una società che, forte degli accordi con il Comune per la gestione degli impianti sportivi con condizioni pluriennali, non ha permesso a nessuno di poter creare qualcosa di vero e di bello per Macerata. Il numero uno Alberto Crocioni la scorsa estate si è tirato indietro all’ultimo momento nel giorno dell’incontro decisivo dal Sindaco con altri imprenditori locali per creare una società importante e futuribile. Altri aspetti da considerare per una gestione lontana dal professionismo sono l’allenarsi di sera (per di più sul sintetico, quindi rischio infortunio che cresce) e gestire il tutto senza un preparatore atletico (sarà mica questo il motivo di continui infortuni?). La città si è talmente disaffezionata a questa società che alle partite difficilmente ci sono oltre 200 spettatori all’Helvia Recina e giocare in un campionato con piazze modeste e molto meno blasonate è obiettivamente umiliante. Probabilmente qualcuno dovrà fare mea culpa per aver quasi ucciso il calcio a Macerata. Nello sport, come nella vita, professionalità e programmazione sono alla base di tutto: cose sconosciute all’Hr Maceratese.

Alessandro Molinari
Author: Alessandro Molinari

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