Maceratese in silenzio stampa, come l’Italia campione del Mondo

PROMOZIONE – I biancorossi intenti a preparare nei minimi dettagli la temibile sfida con il Montalto. I giornalisti non debbono disturbare la squadra, proprio come accadde con il gruppo di Bearzot in Spagna 1982

di Andrea Verdolini

Bocche cucite nella HR Maceratese in vista della delicatissima sfida contro il temibile Montalto: si tornerà a parlare, forse, dopo la partita. Immaginiamo la “ratio” che abbia motivato questa importante decisione. Il gruppo, giocatori, dirigenti e staff tecnico, deve restare totalmente concentrato sul match e non sono ammesse distrazioni. I giornalisti, è notorio, sono un po’ rompiscatole: fanno domande insidiose, talvolta capziose e potrebbero disturbare la quiete che è assolutamente necessaria alla vigilia di appuntamenti di questo genere. Non sia mai che un tesserato si lasci sfuggire una dichiarazione sopra le righe e fuori dagli schemi abituali. Magistrale, in tal senso, un noto allenatore, anche a livello internazionale, ora 77enne che intervistato dal vostro cronista praticamente ad ogni vigilia di partita ed invitato ad esprimere un giudizio sui prossimi avversari definiva ogni compagine “squadra quadrata” sia essa il Catania, la Battipagliese o il Liverpool e chiamato ad alcune anticipazioni sull’atteggiamento tattico che invece avrebbe adottato si trincerava dietro al classicissimo “noi faremo la nostra partita”…e vorrei vedere, quale partita avrebbe dovuto fare? Questo per dire che, in fondo, c’è ben poco di “insidioso” in certe interviste, quasi sempre rituali. Figurarsi poi quando parliamo, come in questa fattispecie, del campionato di Promozione (sic), ossia del sesto livello nazionale dove il calcio dovrebbe essere ispirato al più puro spirito dilettantistico ed ogni spazio sui siti web, giornali, tv e radio sarebbe davvero…grasso che cola. Ma tant’è ed il peccato originale risale a 37 anni fa con la “madre” di tutti i silenzi stampa. A decretarlo fu la Nazionale di Enzo Bearzot dopo il deludentissimo girone eliminatorio ai Mondiali di Spagna che condusse comunque gli azzurri ad una sofferta qualificazione. Lì davvero quelli che diventarono i nostri eroi furono massacrati da certa stampa che andò alla ricerca anche di particolari scabrosi, francamente inutili ed avulsi dal contesto sportivo. Fu delegato a parlare, pensate un po’, il più taciturno di tutti, ossia Dino Zoff che si comportò benissimo ma che nella sua carriera avrebbe preferito farsi cavare un dente senza anestesia piuttosto che parlare con i giornalisti. Quella squadra, in un rossiniano crescendo, battè poi nell’ordine Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest laureandosi campione del Mondo. Eccola allora la spiegazione plausibile di certa ritrosia per le interviste nell’HR Maceratese: si spera, in piccolo ovviamente, di ripetere certe gesta. E che importanza ha se in quel contesto c’erano Maradona e Zico ed oggi Girolami e Ciarrocchi?

Alessandro Molinari
Author: Alessandro Molinari

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