Maceratese e Mestre, storia di un gemellaggio lungo 40 anni

Tifoserie unite simbolicamente per celebrare lo storico gemellaggio

CALCIO – Il 30 novembre ricorre l’anniversario del connubio tra le due tifoserie

Fra i più antichi gemellaggi italiani e sicuramente uno dei più longevi: Mestre e Macerata sono legate ad un vincolo profondo che dura da 40 anni.

E non a caso vengono citati i nomi delle due città prima di quello delle due squadre di calcio (AC Mestre e SS Maceratese), perché questo legame è andato ben oltre le mura dei due stadi, fino ad intrecciare rapporti di fratellanza fra gli abitanti delle due città.

La società veneta ricorda con particolare piacere un curioso episodio: “Un’estate un nostro concittadino passò per il centro di Macerata durante un giro turistico con la madre, gli si avvicinò qualcuno sentendo la parlata e gli chiese: “Ma sei de Mestre?”. Alla sua risposta affermativa, lui e la mamma vennero accolti in famiglia, con tanto di pranzi offerti e visita alla città”.

Tutto iniziò durante la lontana stagione 1980/81, quando in C2 il Mestre si trovò nel girone con la Maceratese di Pagliari e Morbiducci. Un girone costellato di derby, per la “Rata” in primis quello con la Civitanovese ma anche con Anconitana e Osimana. In occasione della sfida in terra marchigiana, un centinaio di tifosi del Mestre si ritrovarono fuori dallo stadio Helvia Recina ma la partita fu rinviata per neve. Oltre 400 chilometri fatti ed altrettanti da rifare per gli infreddoliti supporters arancioneri. I tifosi locali si organizzarono immediatamente per dare conforto ai mestrini, portando panini e vino per tutti e dandosi appuntamento per le gare successive. Da quel giorno nacque una delle più belle amicizie della storia del calcio italiano. Un legame che si è consolidato nel tempo: dopo l’accorpamento del Mestre da parte di Zamparini, i ragazzi della Rata furono gli unici a riconoscere l’identità sportiva arancionera e a non lasciare sola una piazza nel suo maggior momento di difficoltà, perché rimasta senza la propria squadra.

E così, nonostante le disavventure dei due club, nonostante la distanza e la mancanza di sfide ufficiali, i ragazzi di Mestre e di Macerata sono rimasti sempre in contatto, anno dopo anno, tramandando questo valore anche alle generazioni più giovani, anche nel nome e nel ricordo dei loro due più grandi rappresentanti del tifo prematuramente scomparsi: Tiziano Bergamo conosciuto come il Tito e Fabrizio Giustozzi detto lu Just a cui i ragazzi di Macerata hanno intitolato la loro curva.