Maceratese, ci manchi: quando torni?

CALCIO – La città non può permettersi un altro anno senza calcio. L’ipotesi Sangiustese resta la più gettonata ma chi di dovere deve muoversi, e per le giuste vie, in tempi veloci. Di più difficile attuazione le piste che portano a Matelica e Helvia Recina per il rilancio dei colori biancorossi

di Andrea Busiello

Siamo arrivati quasi alla fine di aprile e situazioni concrete di vedere la Maceratese ai nastri di partenza del prossimo campionato, qualsiasi esso sia, sono poche. La città scalpita, la tifoseria ha, da sempre, fame di calcio. E un capoluogo di provincia senza una società calcistica di riferimento è un delitto alla collettività. Da qui alle prossime due settimane qualcosa succederà, per forza. E si capirà quale potrà essere la strada da prendere per far ripartire il calcio a Macerata. In ballo ci sono tre ipotesi, l’una scollegata dall’altra. Tutte accomunate dal capire come finisco i rispettivi campionati. La pista più calda è quella che porta alla vicina Monte San Giusto. Lo scorso 11 gennaio il commercialista jesino Marco Nacciarriti ha parlato per nome e per conto di una società di serie D limitrofa a Macerata che aveva tutte le intenzioni, e le carte in regola, per trasferire il proprio titolo sportivo nel capoluogo. L’entusiasmo della piazza è stato da subito elevato, testimoniato anche dagli oltre 300 supporters accorsi alla riunione, ma gli imprenditori rappresentati da Nacciarriti hanno fatto un passo indietro (sarebbero Tosoni e Grandinetti?) più per chiudere il campionato in maniera serena che per rimangiarsi l’idea per il futuro. A bocce ferme, leggasi stagione finita, gli imprenditori a capo di questa società (Sangiustese?) dovrebbero mettersi seduti con l’amministrazione maceratese e valutare tutte le ipotesi del caso. E’ chiaro che in questa ipotetica operazione dovrebbero partecipare anche tutte le varie anime della città di Macerata: dai tifosi, agli uomini che hanno fatto la storia biancorossa in varie vesti: dal magazziniere al custode, da chi ha visto crescere generazioni di ragazzi in biancorosso a chi tutte le domeniche ha dato una mano come volontario per amore dei colori biancorossi. Ecco, affidarsi alle persone giuste potrebbe essere il cavallo di battaglia più corretto per entrare a Macerata e sviluppare un progetto interessante. Provare ad entrare a Macerata utilizzando altre vie non porterebbe a nessun risultato, sarebbe una sconfitta già in partenza per il presunto passaggio della Sangiustese nel capoluogo. Gli altri due filoni, più defilati, sono rappresentati da realtà come Matelica e Helvia Recina. Ognuna delle due con dinamiche diverse. Il Matelica sta lottando per la promozione in serie C e in caso di professionismo difficilmente l’impianto matelicese sarebbe in grado di ospitare la squadra. Ecco dunque qualche congettura che potrebbe portare patron Canil e soci a valutare il trasferimento a Macerata, ma forse in tale ipotesi sarebbe più probabile un trasferimento unicamente domenicale che strutturato in maniera più complessa. In questi anni Canil a Matelica ha fatto un lavorone, tant’è che è riuscito a far legare fortissimamente tutta la cittadina alla propria società calcistica. Basti pensare al Fabiani pronto a vincere il campionato di Seconda categoria e a tutti quei giovani del settore giovanile che rappresentano un vanto per l’intera città. Ipotizzabile un trasferimento in massa a Macerata? L’Helvia Recina è la seconda squadra della città e sta facendo un buon campionato, con ogni probabilità andrà ai play off per giocarsi poi l’accesso all’Eccellenza. Sarebbe una grande forzatura, oltre che lui stesso avrebbe mille perplessità ad accettare un’eventuale proposta del genere, obbligare l’attuale patron Crocioni a impegnarsi per far rinascere la Maceratese. Sotto tutti i punti di vista. Dall’aspetto logistico a quello organizzativo, senza tralasciare quello economico. Perché ovviamente una piazza come Macerata vorrebbe almeno la serie D. L’Helvia Recina si sta distinguendo per un ottimo lavoro con il settore giovanile e con delle brillanti chance di poter ambire all’Eccellenza con la prima squadra: mettersi addosso il fardello di diventare la Nuova Maceratese sarebbe parecchio impegnativo. Da qui ai primi giorni di maggio qualcosa dovrà muoversi, di certo Macerata non può stare un altro anno senza calcio. Una città affamata del dio pallone e che vuole a tutti i costi tornare all’Helvia Recina e sostenere i colori biancorossi. 

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