La donna non ha adempito a un ordine di servizio che prescrive la vaccinazione per i dipendenti dei reparti più a rischio
Un’ostetrica dell’ospedale di Macerata è stata licenziata in tronco per giusta causa dall’Asur Area Vasta 3 per essersi rifiutata di vaccinarsi. La donna non ha infatti adempito a un ordine di servizio che prescrive la vaccinazione per i dipendenti che lavorano in reparti ospedalieri considerati più a rischio e così, il direttore Alessandro Maccioni, ha predisposto il licenziamento con la risoluzione del contratto a tempo indeterminato che legava la lavoratrice all’ente. La vaccinazione era stata decisa a ottobre dello scorso anno dopo una lunga riflessione portata avanti con i responsabili della sicurezza di tutte le Aree vaste e le organizzazioni sindacali.
In base allo studio effettuato dall’Asur Marche, le situazioni ospedaliere maggiormente critiche per il rischio di contagi sono quelle di triage, pronto soccorso e attività di 118, sale operatorie, sale parto, reparti di dialisi, unità operative di diagnosi e di cura, prelievi ematici o sede di particolari esami endoscopici. Per l’Asur i livelli di rischio maggiori sono quindi nei reparti di Oncologia, Hospice, Ematologia, Neonatologia, Ostetricia, Pediatria, Rianimazione e Terapia intensiva, Medicina d’accettazione e d’urgenza, cure domiciliari. Il caso di Macerata dovrebbe essere il primo in Italia relativo al licenziamente per mancato adempimento alle prescrizioni alla base del rapporto di lavoro.
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