Macerata, il Popolo della famiglia apre la lista ai commercianti

La candidata sindaca Gianfelici: “Ancora nessuna attenzione alla pandemia economica di imprese e famiglie”

“Occorre dire sempre la verità, oggi più di ieri: per decidere qualunque azione di governo, siamo chiamati di continuo a vestirci di responsabilità, concretezza e correttezza. Sono gli unici mezzi che uniti ad una sana preoccupazione per i bisogni reali dei concittadini, conducono di certo a stabilire una giusta scala di priorità. Questa, e solo questa, dovrebbe essere la base non negoziabile che muove ogni azione politica”.

Sono le parole di Lauretta Gianfelici, candidata sindaca di Macerata per il Popolo della Famiglia e aggiunge: “Oggi abbiamo una crisi e una difficoltà di lavoro che a brevissimo si tingerà di colori ancora più scuri di quelli dell’Italia post secondo conflitto mondiale. Un’intera generazione di giovani rischia di non inserirsi nella realtà e nel mondo del lavoro. Non a caso distinguo i due livelli. Altri saranno eterni precari destinati a costruire solo e sempre nell’incertezza. Anche i loro genitori saranno in gran parte senza lavoro, oppure lo hanno già perso e non hanno prospettive immediate per arrivare alla pensione. Tutto sembra indurre molti a perdere il senso e la dignità del proprio vivere nel mondo. E diventare prede ancora più facili di chi ha fatto della dissoluzione di responsabilità il proprio mestiere di vita. Il rischio è soprattutto per i giovani abituati a conquistare prima l’avere che l’essere.

L’evidenza delle ultime settimane, che accende inevitabilmente tutto il dibattito nazionale, è rappresentata da due fattori: la pandemia economica e giudiziaria il primo, il rischio di un malumore crescente che sale dal basso, il secondo. Ovvio, dopo promesse del governo giallo-rosso anticipate davanti alla nazione e tante rassicurazioni edulcoranti, gli italiani si ritrovano a fare i conti con lo zero e con un futuro sempre più nero. E’ a rischio la destabilizzazione: del territorio, della famiglia, di chi non ha capacità di resilienza, ma fa i conti solo con la rabbia e la voglia di stare bene, di conquistare il proprio sogno e costruire il proprio successo, di chi ha investito e si ritrova con un muro di gomma da parte delle banche e il rischio di fallimento, di chi vede procrastinare a data non determinabile quanto ha invece il diritto e il dovere di realizzare, di chi gioca con gli alibi e le mezze verità del classico: ‘io non c’ero, se c’ero non sapevo, e se non sapevo io non c’entro niente’.

Proprio in questi giorni la scena politica maceratese si accende in merito a quello che sembra chiamarsi priorità: le grandi opere. Nuove piscine, nuovi impianti sportivi – ma abbiamo perso la Lube Volley – nuovo centro commerciale, in un’area approvata nel 2008 dal centrosinistra con il silenzio di Forza Italia, e si parla di grandi cifre, di mutui e tanto altro. L’unico tema che continua a mancare è quello della famiglia: il lavoro dei suoi componenti, l’impresa familiare, il commercio cittadino, compreso quello del centro storico, servizi e progetti immediati, anche turistici, che possano generare un flusso consistente di reddito.

Azioni concrete e immediate di sostegno e di rinascita, non beneficenza; iniziative per le giovani coppie, per la scuola dei loro bambini, per le rette delle mense, per i giovani precari o senza lavoro, per le giovani mamme e quelle in dolce attesa o che desidererebbero diventarlo, con tutti i problemi aggiunti dalla pandemia che ancora stiamo attraversando.
Manca lo sforzo per trovare soluzioni, rapide e a costo di sacrifici. Mancano strategie per rafforzare lo sforzo e la speranza dei commercianti, per chi apre ogni giorno un esercizio commerciale al quale si dedica con il cuore da anni, ma rischia di sopportare solo costi. Specie in merito ad utenze e affitti.

Occorre investire subito sul rilancio del commercio, del turismo e su come si può attuare una proficua attrazione di pubblico e turisti, che sia tale anche per il ritorno degli universitari.
Il Popolo della Famiglia, vista la recente protesta dei commercianti, inascoltati dall’Amministrazione, fa sapere che non solo è aperto all’ascolto delle loro istanze ma offre agli stessi la possibilità di candidare un loro rappresentante nella propria lista. Perché non la protesta, ma la proposta, non la rassegnazione, ma l’azione e il recupero dell’anima brillante della città vincano e diventino realtà”.