Macerata, il commento di Orioli (CDU) alla crisi di governo

“Ancora una volta è netta la distanza tra rappresentanza, volontà e desiderio popolare”

Riceviamo e pubblichiamo da Mattia Orioli, Coordinatore Provinciale Macerata del Nuovo Cristiani Democratici Uniti.

“Alea iacta est” , il dado è tratto, o anche “iacta alea est”, sia lanciato il dado, come direbbe un nostro grande antenato Giulio Cesare, quando varcò il Rubicone. Infatti, gli ultimi accadimenti legati alla crisi del governo “giallo – verde” e la nascita del nuovo governo “giallo – rosso” non lasciano altri margini di ripensamento rispetto le sorti del nostro paese ed in generale del buon senso.

 

Auspicai a mio modo di vedere, per il bene del paese, uno sforzo per la costruzione di un governo d’unità nazionale, con tutte le forze politiche maggiori in campo, volto alla trasformazione di una crisi in un’opportunità politica per tutti, attraverso la riscrittura di una nuova legge elettorale, la messa in sicurezza dell’economia del paese in generale e dell’iva in particolare, e poi avviando una costituente legata alla proposta di modifica della forma di governo e del rapporto tra centralismo e federalismo, avviando così il paese alla possibile e concreta nascita di una terza repubblica, sempre vagliata dai cittadini mediante un referendum. Un governo quindi non tecnico, nè di scopo ma costituente, prima di raggiungere le più che giuste elezioni. Invece, ad oggi si è scelta la strada di un governo con partiti che invece sono stati sconfessati dalle ultime elezioni, generando ancora una volta profondo “sconcerto nel paese”, ed a mio avviso mancando pericolosamente di buon senso.

Tecnicamente, ciò che è avvenuto tra PD e 5 stelle e il Premier Conte è ineccepibile, se vogliamo osservarlo con la lente del giurista, e di fatto il Presidente della Repubblica ha eseguito con perfezione il suo mandato; ma dal punto di vista politico, tale governo mette oggettivamente a soqquadro il trend delle ultime elezioni politiche ed europee, dove il Centro – Destra, e poi la Lega sono di fatto risultati vincenti, insieme ai 5 stelle, a discapito dell’uscente disastroso governo PD, ingenerando una distanza tra volontà popolare e governo. Certamente questo deficit di rapporto tra espressione di voto e governo non è nuovo, basti pensare ai governi succeduti dopo quello eletto di Berlusconi, e messo da parte,  e mi riferisco ai governi tecnici e para – tecnici di Monti, Renzi, Gentiloni.

Come detto, una volta ingenerata imprudentemente la crisi di governo, tale prospettiva si sarebbe potuta verificare, perché tecnicamente e giuridicamente possibile, in un sistema parlamentare, e la nuova maggioranza PD – 5 stelle è di fatto legittima, ma la questione a mio avviso va vista sul piano sostanziale della politica e del buon senso.

Ci troviamo politicamente di nuovo al comando il partito sconfessato dagli elettori, il PD, sostenuto dai 5 stelle i quali con un colpo solo abiurano se stessi e chi li ha votati, incarnando il massimo del trasformismo, da essi sempre imputato ai partiti storici del nostro paese, gettando finalmente la maschera di partito liquido e senza ideologia o identità, per far emergere la sua vera natura di partito massimalista e di sinistra, abbracciando proprio quel PD che avrebbero dovuto sconfiggere.

Ancora una volta una netta distanza tra rappresentanza, volontà, desiderio popolare e governo, che da troppo tempo risulta essere disattesa nel paese, e questo tradimento dei 5stelle non giova alla salute del rapporto politica – elettore nel paese, ma la mette a rischio; certamente le responsabilità politiche vanno anche divise sia da parte di chi ha staccato la “spina” al governo, consegnando il paese nelle mani delle sinistre, che dai 5 stelle che hanno tradito i propri elettori e se stesi, ma anche dal PD che ancora una volta anziché confrontarsi con il popolo, come sarebbe stato saggio fare, tornando ad essere un vero partito di sinistra, ha preferito essere il partito dei poteri del potere e del palazzo, andando con gli acerrimi nemici, i 5 stelle, pur di comandare.

Certamente da Uomo di Centro – Destra, opposto alle sinistre ed alternativo alle destre, sono esterrefatto ed alquanto preoccupato, per un governo di questa sinistra massimalista, globalista, e relativista, la quale di certo non aiuterà, ma affosserà la classe media, le imprese, il lavoro ed i lavoratori, la sicurezza, i giovani ed in generale le speranze di difesa dell’identità, delle tradizioni e valori fondanti del nostro paese e dell’Europa, perché proprio costoro, trasformisti e lontani dalla gente, il popolo e dai valori, sono il vero male per una auspicata Europa unita ed una Italia forte.

Ritengo il premier Conte a differenza di altri, persona capace, ma di fatto la sua bravura a mio avviso sarà affondata proprio da chi lo sostiene, e le politiche che metteranno in campo insieme al PD sono ciò che gli italiani hanno bocciato sonoramente nelle scorse elezioni. Per questo il “dado è tratto” rispetto proprio alla logica del buon senso, che avrebbe dovuto vedere o un governo di unità nazionale oppure nuove elezioni, rinunciando 5 stelle e PD al potere di palazzo per quello investito dal popolo con nuove elezioni. Ma come detto la locuzione in latino può essere anche “sia lanciato il dado” nel senso che osserveremo ciò che faranno per il nostro paese, sollecitando i più facinorosi a calmarsi, perché la “spina” al governo giallo verde non si è staccata da sola, e chi governa deve sapere come funziona un sistema parlamentare.

Per questo, auspico fortemente che non ci siano reazioni ingiustificabili a tali fatti, o colpi di testa vari, implorando che la calma, l’intelligenza ed il buon senso prevalgano sempre, anche se da cittadino italiano e da uomo di centro, centro – destra sono profondamente arrabbiato, sbigottito e addolorato per questa scelta scellerata PD – 5 Stelle.

Piuttosto, non vedendo all’orizzonte nuovi Giulio Cesari, visto quanto accaduto, mi auguro che il” ritrovarsi al Rubicone” in senso metaforico, non serva per agitare un popolo come detto sbigottito ed esterrefatto, ma per ragionare su quali sorti ridare a questo centro e centro destra che di fatto e oramai senza ombra di dubbio orfano della DC, che un Giulio lo ebbe e che insieme ad altri, tra cui De Gasperi, Moro, Mattei e cosi via, governò il nostro paese elevandolo industrialmente a 5 potenza mondiale e mettendolo dal punto di vista civile, dei valori ed altro tra i grandi paesi del mondo.

Ancora una volta dal “rubicone immaginario” sento un flauto che suona quella storia gloriosa ed oggi, dopo aver visto un Sovranismo incapace ed un falso popolarismo di facciata, penso che sia di nuovo giunta l’ora di ricostruire prima un vero e forte centro e poi un centro destra, per una terza fase vincente, salda forte e duratura pronta a governare questo paese e sconfiggere questa sinistra massimalista e di potere targata PD e 5 stelle.

Per questo occorre, e lancio ancora un volta l’appello ad una grande adunata di tutti gli uomini, liberi e forti, solidali, liberali, repubblicani, conservatori e tradizionalisti, ma soprattutto Democratici e Cristiani, che sappiano trasformare il sovranismo e populismo in vero popolarismo e ricostruire un centro forte per un forte centro destra di popolo e di governo e non di facciata.

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