M5S Ancona: “Il Salesi resta al suo posto, in alto mare i lavori all’ex Umberto I”

La denuncia dell’opposizione

“Quanto al nuovo Salesi – fa sapere il M5S Ancona – è  più che evidente che non sarà per questa ‘campata’ la realizzazione fisica e operativa del  nuovo plesso;  sicuramente sarà però realizzato  il progetto ‘principe’, ovvero lo spostamento al 6° piano dei tre reparti: Ostetricia, Ginecologia e Terapia intensiva neonatale. Sappiamo bene che questo era ed è l’unico vero obiettivo alla portata e raggiungibile in tempi relativamente brevi.

E questo sarà. Quanto al ‘nuovo Salesi’, continua ad esistere solo sulla carta e in qualche rendering; non si sa a quanto ammontino i finanziamenti,  né qualcuno si è espresso in merito ai tempi. Quanto al vecchio (e morente se non già morto) Salesi, ce lo dovremo tenere così com’è per ancora un bel po’. A parte la fornitura di 3 strumentazioni (di cui una nuova Tac) non sarà speso un centesimo per il vecchio plesso. Il Dg ‘teme’ il danno erariale perché “in previsione della struttura nuova non si può spendere per la vecchia” il che è francamente imbarazzante. Non crediamo di sbagliare dicendo che, una volta spostati al 6° piano nella struttura di Torrette i tre reparti “principe”, del resto rimarranno solo svariate carte, progetti, rendering, proiezioni, qualche appaltino e sogni per il popolino.

Ex Umberto I: ovvero il cantiere infinito. Se per costruire l’ospedale ‘storico’ sono stati necessari 5 anni, per ristrutturare due padiglioni non ne basteranno sette. Questo hanno detto il direttore dell’ASUR e il tecnico responsabile dei lavori. Nonostante che nella primavera del 2018 (in tempo di campagna elettorale) la Mancinelli, in pompa magna, assicurò che i lavori erano ormai ultimati, abbiamo avuto conferma che – se andrà bene – il nastro sarà tagliato all’inizio del 2022. Stante l’affidabilità dei nostri interlocutori, siamo più propensi a credere che il taglio sarà più prossimo alle elezioni amministrative del 2023. Ma perché tanto ritardo per la ristrutturazione dei 2 padiglioni  – da adibirsi a PoliAmbulatorio ed RSA che avrebbero dovuto essere restituiti alla città in massimo 3 anni? La risposta, disarmante, è stata: ‘perché si trattava di un edificio storico’.

Da chiedersi se la progettazione sia stata affidata a Topo Gigio o ad un “marziano” che non sapeva che l’Ex Umberto I è un ex ospedale costruito  nel primo novecento. Le indispensabili due varianti unite a  due ‘variantine’ per recuperare il ribasso a base d’asta. Ed oplà, il gioco è fatto. Come sempre avviene, i prezzi lievitano e i tempi si allungano e la progettazione (ed il bando) sono farlocchi. E, quando si parla di Sanità, i progetti – e i bandi – lo sono sempre”.

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