Lutto nel volley: addio a Luciano Gaspari, arbitro di fama internazionale

Il quartiere di Collemarino piange una figura stimata per professionalità, carisma e gentilezza

Ad Ancona, il Quartiere di Collemarino e non solo in lutto per la scomparsa di Luciano Gaspari, personaggio particolarmente conosciuto nel mondo del volley essendo stato per tanti anni arbitro internazionale. Amato e rispettato da tutti per i suoi modi di fare gentili e garbati, Luciano Gaspari era direttore di gara molto quotato sia per la preparazione tecnica ma anche per il rapporto che riusciva a creare in mezzo al campo con ogni singolo giocatore.

A ricordare Luciano Gaspari la società Pallavolo Collemarino con cui si era creato un bel rapporto: “La notizia che non avremmo mai voluto dare. In questa giornata grigia e fredda, se ne è andato il nostro grande amico Luciano Gaspari, collemarinese doc e sempre vicino alle nostre avventure. Difficile descrivere quest’uomo e non essere ripetitivi. Sempre sorridente, energia da vendere, simpatia accattivante, la battuta pronta, carisma puro di chi sa che per salire in quel seggiolone arbitrale prima di tutto bisogna essere uomini veri ed onesti. Luciano era tutto questo e forse anche qualcosa di più. Quando un arbitro di questo spessore, andando veloce, ricorda a tutti che ha arbitrato circa 650 partite in serie A, 20 finali scudetto, Olimpiadi di Atene, nominato Presidente degli Arbitri Europei nel 2015 nonché nell’Hall of Fame Arbitri nel 2018, racconta che il segreto è non avere fretta di fare le grandi scalate, bisogna saper aspettare di essere pronti e maturi prima come uomini, poi come arbitri e che la chiave di tutto sta nel gestire bene gli atleti, i momenti della gara, ricordandosi sempre che sia che essi siano campioni o meno, prima sono persone per cui servono rispetto e cortesia… ‘meglio un sorriso di più e un cartellino in meno’ tanto che Luciano ha sempre arbitrato con i suoi cartellini dall’inizio della carriera, ‘hanno resistito perché li ho usati poco!’ c’è ben poco da aggiungere, forse solo di levarsi il cappello”.

A piangere la scomparsa di questo arbitro dal cuore d’oro la moglie Irene, i figli Daniele e Marco, così come l’intero quartiere di Collemarino.

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