L’utile Fabbrini e la difesa a tre: l’analisi di Udinese-Ascoli

Fabbrini e Wallace in azione

La squadra di Sottil cade in Coppa Italia ma dal campo arrivano tante note positive

Una partita si persa ma ben giocata dall’Ascoli Calcio quella che ha sancito l’uscita dalla Coppa Italia. A gioire è l’Udinese che alla Dacia Arena batte la banda marchigiana con il punteggio di 3-1 (rivivi qui il match).

La squadra di Sottil ha messo in scena una gara da non sottovalutare e tante sono state le curiosità tattiche. Innanzitutto il modulo: dal 4-3-1-2 alla prova di 3-4-1-2 nella parte finale della gara. Una possibilità che non smantella l’identità della squadra. In principio, però, si rimane con la difesa a quattro. Ottima prova per Botteghin (4 salvataggi, 4 intercetti e ben 11 contrasti), chiamato subito ad essere il centrale di riferimento in difesa di fianco ad Avlonitis. A destra scelto Salvi che non ha operato una gran bella partita, spesso fuori tempo contro Udogie e Makengo ma soprattutto quando Pussetto si muoveva nello spazio tra lui e Botteghin. Una cosa è certa, le due squadre hanno maggiormente giocato sulla fascia sinistra per tutta la partita.

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Le aree di gioco di Udinese ed Ascoli

Questo ha portato al coinvolgimento maggiore dei giocatori di fascia sinistra. In questo fondamentale, oltre alla gara di D’Orazio che ha tentennato solo nella giocata di Pereyra sul momentaneo 3-0, è possibile sottolineare il perché dell’ottima gara di Fabbrini. Anche lui, ex della partita, ha inevitabilmente giocato più sulla trequarti sinistra. Il gran pregio di Fabbrini visto nella sera di ieri è quello della duttilità di pensiero. Nei video sottostanti si possono notare due situazioni: Fabbrini si abbassa a fare il vertice del triangolo tra D’Orazio e Bidauoi ma, nello stesso tempo, è abile nel capire in una frazione di secondo che se il compagno non intende appoggiarsi a lui come vertice è il caso di cercare lo spazio dietro le spalle dell’avversario dove poter prendere palla e puntare la porta palla al piede. Questa doppia situazione che Fabbrini inscena molto velocemente spesso trae in inganno gli avversari (soprattutto Wallace) che ha fatto fatica soprattutto ad inizio gara a leggere le traiettorie di pensiero nello spostamento del corpo di Fabbrini stesso.

FABBRINI CHIEDE IL TRIANGOLO POI VA DIETRO LE SPALLE

FABBRINI PRENDE POSIZIONE ALLE SPALLE DEI CENTROCAMPISTI

In fase di non possesso la truppa di Sottil si è abbassata nella propria metà campo con i tre terminali offensivi che non pressavano ma facevano schermo. Fabbrini, da trequarti, aveva compiti di tenere sott’occhio Wallace (perno centrale dell’Udinese) ma è stato ottimo ad attaccare in avanti sempre quando vedeva che Buchel rusciva a salire sul centrocampista centrale friulano. Una tattica difensiva, quella di scendere nella proprietà metà campo, che abbiamo riscontrato in Sottil sin dal suo arrivo nel piceno.

LINEA D’ATTACCO IN NON POSSESSO, FABBRINI GUARDA POI EVENTUALMENTE PRESSA

Infine, a risultato ormai acquisito, il tecnico ha provato la difesa a tre. Esattamente il 3-4-1-2 è stato il modulo dell’ultimo quarto d’ora piceno. Certo, oltre ai tre difensori si deve subito dire he con questo modulo servono anche giocatori capaci di formare una coppia di centrocampo. In questo caso i vari Eramo, Saric e Caligara sono fondamentali. Dietro Botthegin prende la zona centrale, Avlonitis il centrodestra e Quaranta il centrosinistra. Numericamente, questa soluzione non potrà essere quella principale visto che oltre ai tre citati in rosa come centrale c’è il solo Tavcar (oltre Salvi che può essere adattabile). Una buona prova, soprattutto perché rende D’Orazio un vero quinto, posizione che più gli si addice. Alla ripresa degli allenamenti, in vista della sfida di domenica contro il Cosenza, Sottil continuerà le prove pur non volendo mai cambiare l’identità della sua squadra.

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