L’Urbino ammaina la seconda bandiera

ECCELLENZA – Addio al trequartista Giacomo Calvaresi, un altro saluto dopo quello al portiere Fiorelli: lo segue alla Fermignanese?

L’Urbino ammaina la seconda bandiera. Dopo il portiere Luca Fiorelli (classe 1986), approdato alla Fermignanese, saluta il trequartista Giacomo Calvaresi, altro protagonista assoluto delle ultime tre stagioni gialloblù, caratterizzate dalla salvezza in extremis ai playout espugnando Urbania e dai playoff sfiorati un anno dopo. L’addio al club ducale, dove svolgeva anche il ruolo di responsabile del settore giovanile, è avvenuto con un post sui social. “Ringrazio chi in questi tre anni da giocatore dell’Urbino ha avuto sempre la forza di credere in me – ha scritto Calvaresi – e nel nostro gruppo. Nonostante gli alti e i bassi, passare dalla quasi retrocessione ai quasi play off dello scorso anno non era cosa scontata, l’augurio che faccio a tutti è che quest’anno possa andare ancora meglio, quel gruppo lo merita, quel capitano  e quello staff lo meritano“.

“Ringrazio Enrico Calvo, sei stato la parte più bella di questi 3 anni, un’amicizia che va al di là di tutto, Dio solo sa quante discussioni, quante telefonate da 2 ore, quante cene Cabala. Quanto ti voglio bene amico mio. Ringrazio chiunque abbia messo il proprio mattone per rendere così speciale ciò che abbiamo vissuto. Ringrazio la società, tutti i compagni che si sono susseguiti negli anni, lo splendido uomo e capitano Daniele Dalla Bona, ringrazio Tama ragazzo che adoro e sono fiero di vedere che uomo sta diventando. Ultimi ma primi per importanza nel mio cuore, i miei 220 ragazzi e bambini del settore giovanile. Dai pazzerelli dei 2004 che per primi ho allenato con Leo Mensa quando giocavo al Gallo, al più piccolino del 2018 che inizia ora. Ho sempre messo davanti loro, lo farò anche adesso che sono costretto a trovarmi una nuova squadra”.

“Avete dato un senso a questi 5 mesi difficilissimi, mi avete dato ogni giorno la forza di superare qualsiasi ostacolo. Tutti sempre schierati in tribuna o in campo a fare i raccattapalle, sono fiero di aver contribuito a tutto ciò, chiunque può rimproverarmi qualsiasi cosa, ma questo è stato il frutto di ciò che ho seminato, e nessuno potrà mai prenderselo, a testa altissima vado via con la consapevolezza di aver dato tutto e la certezza di non potermi rimproverare nulla…”. Adesso è aperta la caccia a Calvaresi, sul quale si sarebbero già aperti gli occhi della Fermignanese.

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