Lupoli boom: “Passione Fermana, finzione Virtus Verona e rispetto per il mio Montegiorgio”

Arturo Lupoli

Le confessioni dell’attaccante ex Arsenal su passato, presente e mercato futuro

di Lorenzo Attorresi

Prima di Natale è arrivato il terzo figlio Cristopher ad arricchire la squadra di famiglia dopo Ginevra e Sebastian. Arturo Lupoli si gode i suoi gol più belli mentre legge il suo nome accostato a varie squadre. Siena, Fano, Lucchese, Fermana. Che ci sia un ritorno di fiamma con i canarini? L’ex Arsenal, ora al Montegiorgio in D, non è uno che si fa problemi a parlare e le sue confessioni sono sempre molto interessanti. Che ne sarà del suo futuro? Rimarrà alla corte di Mengo?

“Partiamo dall’inizio. In estate volevo rimanere a Verona per la mia famiglia o trovare un posto tranquillo in un momento delicato. L’ultimo giorno del mercato estivo si era creata una possibilità – ha raccontato King Arthur -. Io di nuovo alla Fermana dove mi ero trovato benissimo, con Maistrello alla Virtus Verona, ma lo scambio non si è concretizzato. Così si è aperta la strada Montegiorgio, ho colto l’opportunità per far bene in questi mesi ed eventualmente vedere cosa sarebbe emerso in zona nel mercato invernale”.

“Conti e Andreatini li ho sentiti due o tre volte, sanno delle mie volontà ma anche i canarini dovrebbero aver bisogno di me. Se entro il 31 gennaio non dovessero aprirsi le porte della Fermana, sarò contento di proseguire la mia avventura a Montegiorgio, in una società che merita rispetto e che non vorrei mai penalizzare”.

Intanto Arturo, che al Tamburrini non se l’è potuta godere fino in fondo a causa di una D sospesa per 40 giorni, si è ripreso da un infortunio muscolare ed è pronto per rimettersi a disposizione di Mengo in attesa di eventuali nuove. “Non è per fare retorica, ma il mister e il suo staff non c’entrano niente con la categoria, hanno conoscenze importanti, studiano e analizzano video. Mengo è molto più preparato di almeno 10 tecnici di B e C“. Tra i rossoblu, invece, su chi scommetterebbe Lupoli? “Dico Zancocchia e Montanaro, due giovani che crescendo possono fare il salto di categoria”.

Il passaggio su Mengo, inoltre, è lo spunto per parlare di…Gigi Fresco, il mister-presidente della Virtus Verona con cui Arturo ha lavorato l’anno scorso dopo le due stagioni da 12 reti con la Fermana. Che sabato sia in programma Virtus Verona-Fermana è solo una coincidenza. “Sull’esperienza veronese ci sarebbe molto da dire -ha continuato l’attaccante -. E’ un ambiente alla buona ma abbastanza finto che si nasconde dietro a tante cose. Fresco è il capo che non può essere contraddetto e che si circonda solo di persone che dicono di sì. Da 30 anni fa tutto lui, ma non si può esonerare nonostante le 5-6 retrocessioni. Ora gli va dato atto che sta facendo bene, ma con gente del calibro di Cazzola e Bentivoglio (ex Serie A, ndr) che in primis sono bravi ragazzi si riesce a sopperire a delle mancanze. Alla lunga, però, certi comportamenti non pagano”.

Lupoli al Gavagnin Nocini non ha avuto considerazione adeguata e lo spiega molto bene. “Nei rapporti umani ne sono uscito deluso, ma a 33 anni nel calcio ne ho visto di ogni. La cosa che mi ha lasciato di stucco è essere stato preso per non giocare. In Coppa esordii facendo gol all’Arzignano, un infortunio mi ha fatto perdere qualche partita e mentre non c’ero la squadra fece benissimo. Giocai la prima da titolare in campionato a dicembre, a Fano, e feci il gol decisivo, poi segnai anche al Cesena. Bisogna distinguere un calciatore che non rende con 15 partite intere da un calciatore che segna 3 gol in 3-4 presenze da titolare”. 

Considerando che adesso alla Virtus Verona è in uscita anche un attaccante come Rachid Arma che lo scorso anno vinse la C con il Vicenza, i discorsi di Lupoli fanno breccia. “Alla Virtus la punta ha destino difficile. Fresco predilige attaccanti che vengono dalla D con voglia di rivalsa, vedi Magrassi, Odogwu e quest’anno Pittarello. In tanti hanno sofferto questo, mi riferisco a Grandolfo, Momentè. Sono stati messi in discussione anche ex Serie A come Santacroce (difensore ricordato al Napoli, ndr) e Sammarco (centrocampo per vario tempo al Chievo, ndr). Non è un parlar male ma uno spiegare solamente i fatti…”.

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