L’Università è in forte crescita, mancano però alloggi per gli studenti

La ricettività alberghiera pure carente per programmi convegnistici ad ampio respiro. L’appello del rettore dai microfoni di Tvrs. Ieri al via il Festival of the Humanities

Macerata si sta ‘camerinizzando’? Molti segni stanno ad ipotizzare questo nuovo modello di sviluppo. Chiamalo, se vuoi, camerinese e prima ancora urbinate. Una città che s’identifica completamente o quasi con la propria Università. Se per una piccola e media comunità questa è una più rispettabile ancora di salvezza, per in capoluogo di provincia potrebbe trattarsi di una ultima spiaggia, visti tramontare altri scenari socio-economici-istituzionali.

Tuttavia all’epoca della crisi, ogni possibilità di resilienza e ripartenza è benvenuto. Soprattutto se viene da una realtà antica di centinaia d’anni: la cifra araldica stessa di Macerata come peraltro di Camerino.

Tuttavia se l’Università (leggi nello specifico l’acronimo Unimc) si dice pronta a far da motrice ad un treno con molti vagoni svuotati, Macerata è pronta? Non lo dice apertamente ai microfoni di Tvrs, attraverso i quali (esortato da chi scrive) il rettore John Francis McCourt, ma forse un pochino lo dubita. 

All’inaugurazione en plein air, all’Orto dei Pensatori, del Festival of the Humanities, il Professore from Ireland ha dato la bella notizia. Unimc, ormai bilingue e dove in Inglese è lo script ‘your time, your place’ scelto per lanciare l’anno accademico e i suoi eventi, con apertura a 360 gradi nei confronti dell’intera popolazione studentesca del mondo, ha problemi d’accoglienza a ‘Macerata granne’. Dice McCourt: “Stiamo constatando con enorme piacere la crescita delle iscrizioni; Finora 1.200/1.300 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno. A dimostrazione che il nostro percorso ha incontrato il favore dei giovani italiani. Dirò di più: europei. L’ho subito detto appena insediato: mi sento, io che vengo da Dublino, un rettore europeo”.

 Problemi con il caro affitti per gli studenti pure a Macerata?

“No! I maceratesi non impongono tariffe esagerate ma eque. Il problema tuttavia è un altro: non si trovano posti letto adeguati al numero delle iscrizioni crescenti. Questo è un problema forse ancor più grave”.

Intanto Lei, Rettore, si gode il successo di questo 1° Festival dall’idea forte: “La comunità che cresce cui si vuole dare soluzioni in chiave umanistica. Davvero. Pensi che alla 1° Fiera dell’editoria Accademica sono intervenuti 15 atenei italiani. Poi tanti intellettuali: da John Hooper ai marchigiani Silvia Ballestra (seconda al Premio Campiello con la biografia di Joyce Lyssu) e Cesare Cata’. E Serena Dandini. E domani la Notte dei Ricercatori. In cantiere avremmo tante iniziative, convegni, workshop shop ma…”.

Ma…?

“Manca un’adeguata ricettività alberghiera per una tale platea. Non possiamo mandare relatori, che già si sottopongono a trasferte stressanti per venire a Macerata, ad alloggiare a decine di km di distanza”.

Per ironia della sorte, proprio – e per fortuna! – Unimc ha acquistato da Banca d’Italia i tre splendidi edifici di corso Matteotti già sede dell’Istituto (uno ospitò l’allora giovane funzionario C. A. Ciampi) ‘trattati’ inutilmente da un noto imprenditore marchigiano. Che intendeva farne un albergo a 5 stelle. Trattativa andata in fumo, sembra, per i vincoli posti sugli edificio, di effettivo grandissimo pregio artistico. In ogni caso da rilevare come nel centro storico ci siano cubature di rilievo ora svuotate in attesa pirandellianamente d’autore -termine che fa rima con imprenditore.

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