Ludopatia, allarme tra i più giovani

La ludopatia è uno dei fenomeni che ha fatto capolino nel nostro Paese già da qualche anno. Il fenomeno ha visto un suo picco durante il periodo della grave crisi economica iniziata nel 2008, quando in tanti hanno cercato nel gioco, una via per risolvere i problemi economici che hanno investito tante famiglie. In tanti sono finiti letteralmente sul lastrico dopo aver speso tantissimi soldi nelle macchinette del videopoker oppure nell’acquisto dei giochi a premi come il Superenalotto o nelle scommesse legate al gioco del calcio ma non solo. Ci sono stati casi di persone che hanno perso anche la casa a causa della mole di giocate effettuate. Chi cade vittima di questo fenomeno diventa irritabile o irrequieto quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo oppure racconta bugie per nascondere il coinvolgimento nel gioco d’azzardo.

La diffusione in Italia del gioco d’azzardo riguarda anche i minori, raggiungendo livelli allarmanti. Anche gli adolescenti sono coinvolti in questa problematica, che li riguarda anche sotto un altro punto di vista ovvero, nella dipendenza da social network e di giochi online. Tanti i giovani che passano ore e ore davanti ad uno schermo, con gravi conseguenze dal punto di vista sociale e scolastico. Il 26 febbraio è la data scelta dalla Regione Marche come Giornata della Lotta al GAP – Gioco d’Azzardo Patologico. Durante l’ultima edizione, è stata messa in scena un’opera teatrale per i più giovani proprio per sensibilizzare sul tema. L’iniziativa innovativa si inscrive nelle attività con finalità di contrasto ai comportamenti problematici attraverso l’utilizzo di un linguaggio alternativo e di modalità comunicative più dirette ed efficaci, garantite dalla metodologia del “teatro civile”. La scuola è il primo luogo dove poter raggiungere direttamente i più giovani, mentre per la popolazione adulta possono essere utili i colloqui di supporto e sostegno psicologico, la psicoterapia individuale o di gruppo, ma anche gruppi di auto-aiuto e, nei casi più gravi, anche il trattamento farmacologico.

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