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Lube: anche Sokolov verso l’addio

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L'opposto Sokolov verso la Russia

VOLLEY MERCATO – L’opposto bulgaro è prossimo al trasferimento allo Zenit Kazan. Si aggravano i vuoti da colmare per la prossima stagione, con Stankovic sul piede di partenza

di Andrea Verdolini

Al cuor, dice il detto, non si comanda, al portafoglio ancor meno come d’altronde impongono le leggi del professionismo. Così, dopo Stankovic ormai con le valigie in mano, la Lube rischia seriamente di perdere un altro pezzo da 90 ossia l’opposto bulgaro Tsvetan Sokolov. Dalle fredde lande delle pianure russe è arrivata, dallo Zenit Kazan, l’offerta irrinunciabile: pagamento del buy out di 400 mila ed ingaggio principesco biennale da 900 mila dollari. Impossibile dire di no anche perchè il martello giunto alla sua terza stagione in biancorosso viaggia velocemente verso i 30 anni e con tali cifre sistemerebbe se stesso, la propria famiglia ed un paio di generazioni di discendenti, parenti ed affini. Ovviamente tutto si sta svolgendo sottotraccia, come d’abitudine in questi momenti di mercato ma la notizia è certa ed anche le dichiarazioni riportate dal seguitissimo blog della Gazzetta “dal 15 al 25” non fanno altro che avvalorare la notizia di un affare già fatto: ”Io dico solo che fino a quando ho questa maglia addosso giocherò solo per vincere per la Lube e che farò di tutto per portare a casa questo risultato… “, ha dichiarato come da prammatica, ossia non confermando e non smentendo. Dal punto di vista squisitamente tecnico Kazan, con l’ingaggio di Sokolov, avrebbe chiuso il cerchio con Ngapeth e Mikhailov schiacciatori per essere assoluti protagonisti sul proscenio europeo. Rimangono i problemi in casa Lube che deve provvedere, ed alla svelta, a trovare un sostituto per restare competitiva ed i top-player, in questo ruolo, sono merce rara. Il bulgaro comunque lascerà un eccellente ricordo alla Lube: atleta serissimo ha quasi sempre offerto un rendimento costante e ad altissimi livelli ed il suo vuoto non sarà facilmente colmabile. C’è tuttavia da pensare al presente ed a salvare una stagione sin qui deludente e per ora ricordata, dagli almanacchi, solo per la sequenza record di finali perse. Un primato di cui, soprattutto i vertici aziendali, farebbero volentieri a meno.

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