Loviso, Storani e Spadoni: non finisce la festa salvezza del Monturano

ECCELLENZA – Tre dei protagonisti ospiti a “Le Marche nel Pallone – Tempi Supplementari” su TVRS

di Tommaso Bocci

Il Monturano dopo le ultime folli settimane in cui è passato dall’essere ultimo in classifica a 90 minuti dalla fine del campionato, a giocarsi il tutto per tutto nello spareggio pre-playout ed infine a salvarsi; finalmente si siede e si parla con tre dei suoi protagonisti: il centrocampista ex Serie A Loviso, il dirigente Rossano Storani ed il DS Giulio Spadoni, del miracolo appena compiuto e delle intenzioni future, tutto alla consueta trasmissione in onda ogni giovedì su TVRS: “Le Marche nel Pallone – Tempi Supplementari”.

Partendo da Massimo Loviso, ex giocatore di Bologna e Livorno, che ha raccontato la sua carriera: “Quello ho voluto sempre fare fin da bambino era giocare a calcio, a tutti i costi, a 16 anni è scattato quel qualcosa in testa e ho sentito che sarei riuscito a fare qualcosa di importante. Ho fatto il primo anno di Serie A a 19 anni, esordendo in Brescia-Bologna contro il mio idolo Roberto Baggio. Poi dopo quasi 16 anni tra i Professionisti sono voluto ritornare ad abitare vicino a San Benedetto, giocando tra i Dilettanti dapprima in Serie D e da ormai 2 anni in Eccellenza. Ho sempre detto che finché mi diverto ed il mio corpo me lo permette voglio giocare a calcio”. Ha poi parlato di questa stagione e della prossima, facendo intendere che ci saranno dei cambiamenti: “ Quest’anno con il Monturano abbiamo fatto qualcosa di stupendo, ci siamo salvati con tanti dei nostri migliori giocatori infortunati, non è un caso in quanto abbiamo sempre parlato della forza del gruppo. Siamo giunti alla fine a giocarci questa opportunità, lo volevamo e ce lo siamo detti ma è stato fondamentale che le parole siano state accompagnate dai fatti in allenamento. È stato incredibile vedere i giocatori ai box esultarci accanto con le stampelle, devo dire che anche a 40 anni c’è spazio per emozionarsi. Riguardo all’anno prossimo devo ancora conciliare nella mia testa il desiderio di giocare con l’obiettivo di allenare, ho già preso il patentino Uefa ad ottobre, la volontà è di provare a fare entrambe le cose ma la priorità rimane comunque il Monturano”.

È intervenuto poi il dirigente Rossano Storani, spiegando i retroscena di questo percorso tortuoso ed allo stesso tempo miracoloso: “Fin dall’inizio dell’anno sapevamo che saremmo andati incontro a delle difficoltà, come società però abbiamo sempre creduto in questo gruppo dai giocatori ai collaboratori passando per allenatore e staff. Perciò siamo rimasti sempre tranquilli , permettendogli di lavorare nel migliore dei modi, cercando di supportarli senza essere invadenti, considerando anche tutte la problematiche affrontate nel percorso non avendo il campo principale a disposizione”.
Ringrazia poi il Presidente Liberini e si espone sul budget per il mercato: “Il presidente è una persona squisita, leale e seria. Dà la possibilità a noi dirigenti di prendere le nostre decisioni con calma. Se parliamo di risorse finanziare il Monturano basa il suo budget sul supporto degli sponsor, che ci tengo a ringraziare per il loro sostegno fondamentale. Speriamo per la prossima stagione di riuscire ad aumentarlo, costruendo una squadra ancor più competitiva, arrivando a delle gioie anche per i nostri tifosi, dei quali siamo contentissimi per averci incoraggiato fino all’ultimo, mantenendo sempre ottimi atteggiamenti”.

Per terzo ha parlato il DS Giulio Spadoni, uno dei principali artefici della salvezza grazie al suo colpaccio nella sessione invernale: “Faccio il DS da più di 30 anni ma non amo al definizione ‘uomo-mercato’, è sì il compito primario, però quando si costruisce una squadra bisogna poi considerare che si ha davanti un gruppo di ragazzi, dai 40enni ai 17enni nel nostro caso, ai quali bisogna stare vicino, insomma non si può mettere al mondo un figlio e poi lasciarlo lì ecco… Durante la stagione a volte sono stato più rigido, altre volte mi sono sentito un fratello maggiore, non faccio il DS da dietro una scrivania, perché è importante il campo e avere un confronto con l’allenatore, sempre rispettando i ruoli l’uno dell’altro. Durante la stagione l’unico momento in cui ho avuto paura che non ce l’avremmo fatta è stata durante la settimana tra le partite di Urbino e quella con la Maceratese, perché non dipendeva solo da noi. Ho vissuto tante esperienze sia positive che negative nel calcio ma la scorsa domenica penso di essere veramente impazzito dalla gioia come non mai. Riguardo l’arrivo di Luca Moretti devo dire che l’ho corteggiato per tutta l’estate, poi mi sono arreso perché ho capito che la sua scelta era legata a motivazioni extra-calcio. Vederlo però in Seconda Categoria nel Tirassegno era un insulto al calcio, con tutto il rispetto per la sua ex-squadra. Fino al suo arrivo il peso dell’attacco era tutto sulle spalle di Rotondo, ragazzo del 2006 alla prima esperienza, Moretti rifiutando altre società importanti ha poi deciso di rientrare in quella che era la sua famiglia, siglando 7 gol in mezzo campionato, uno più decisivo dell’altro.”

Infine, anche lui si è lasciato scappare più di un pensiero sul suo futuro: “È arrivato qualche piccolo sondaggio per me da altre società ma nel mio vocabolario la parola riconoscenza conta tantissimo, anche perché venivo da un anno non semplice per problemi personali e in quel momento l’unica squadra a volermi è stato il Monturano, perciò da parte mia c’è la volontà di continuare”.

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