L’ospedale di Macerata? Cento anni fa grazie al primo premio della Lotteria nazionale

Silvano Iommi. Al centro il dottor Tubaldi, al fianco dell'ex primario di Pneumologia, il dottor Brianzoni

Fu il principe Umberto a porre la prima pietra. Negli anni 60, il blocco ‘moderno’ venne inaugurato dal ministro Giulio Andreotti.
Il nuovo presidio non sorgerà più nel centro storico. La ‘palla’ passa ora al Comune.
Saltamartini: “disponibile ad un confronto diretto”. ‘Sì corale da parte degli operatori al convegno sulla sanità maceratese: Passato, presente, futuro

di Maurizio Verdenelli

L’ospedale di Macerata? Cento anni or sono, realizzarlo fu come vincere la lotteria. Con un primo premio, perdipiu’, molto al di sotto delle aspettative. Tanto che per arrivare almeno a centomila lire, ci volle la Cassa di Risparmio. Che in quell’avventuroso 1922 arrotondo’ a 100/110mila lire il primo premio di quell’effettiva lotteria nazionale assegnata alla citta’. Lo Stato si era inventato infatti quella forma ‘creativa’ di autofinanziamento. E grande festa ci fu per la posa della fatidica prima pietra con un ospite d’eccezione: il Principe ereditario Umberto di Savoia. Il luogo? Laddove offcourse sorgeva il Convento di Mendicita’ che accoglieva dal Medioevo poveri e malati -i ricchi si curavano come noto, a casa.

Nome importante anche per la seconda parte della storia dell’ospedale maceratese. Quello edificato negli anni 60 ad implementazione del ‘vecchio’ venne infatti inaugurato da un ministro il cui nome era Giulio Andreotti. Avrebbe fatto ancora e tanta strada. Difficile invece restava quella dell’ospedale maceratese.

In alto le foto del ‘primo’ ospedale realizzato cento anni fa: la prima pietra venne posta dal principe ereditario Umberto

I problemi ‘storici’ di sussistenza e finanziamento dell’istituzione nata dal Convento di Mendicita’, anche negli anni del boom e del miracolo economico marchigiano, si ripeterono infatti puntualmente. Negli anni Venti a portare il maggior numero di provvidenze statali a Macerata era stato il sindaco Ettore Ricci (1921-24): una specie di Pnrr ante litteram (in questo caso con due occhi fissi sulla Sanita’ pubblica) si rovescio’ con grande beneficio su Macerata e i centri vicini. Una tale manna non si sarebbe piu’ ripetuta. Negli anni 60 mancava un Ricci, seppure alla presidenza dell’ospedale ci fosse Ezio Centioni, capace di gettare ogni volta oltre l’ostacolo. Una panacea fu trovata con la retta giornaliera di 17.000 lire (di cui 1.000 per medicine e 716 di interessi passivi). Furono anni importanti con corsi medico-scientifici internazionali ed un luminare d’eccezione: il prof. Giorgio Menghini cui Perugia ha intitolato la piazza antistante il suo Policlinico.
Una story affascinante seppure seppure alle prese sempre con conti problematici hanno raccontato ieri all’auditorium BMB, lo storico (ed assessore comunale) Silvano Iommi e il presidente Ircer, Giuliano Centioni, figlio di Ezio.

Non c’era un euro: solo la volonta’ di edificare il nuovo ospedale a La Pieve. La Regione dopo aver reperito i 55 milioni per lo studio di fattibilita’, ha ora le risorse necessarie (130/140 milioni ndr) per la realizzazione” ha detto l’assessore regionale Saltamartini. Chiamato e ‘sottratto’ per questioni di tempo al forum finale, da parte del dottor Antonio Tubaldi al proscenio del convegno sulla sanita’ maceratese. L’assessore -lunedi’ in Consiglio presenta la riforma sanitaria regionale- ha riscosso commenti positivi e due applausi. Il primo alla proposta re-introdurre il servizio mensa all’interno dell’ospedale, il secondo alla sua disponibilita’ di rispondere in un futuro prossimo incontro a tutti i quesiti degli addetti ai lavori.

Intanto la palla passa al Comune. Che dovra’ decidere l’area del nuovo ospedale. Un fatto e’ certo: non sara’ piu’ nel centro storico del capoluogo. L’ottimo convegno ha poi conosciuto momenti top con le relazioni dell’ex n.1 della sanita’ maceratese poi regionale Piero Ciccarelli (appassionata testimonianza) di Bianca Caruso (gestione ospedaliera) di Massimo Catarini (ospedale-territorio) e della tavola rotonda ospiti Daniela Corsi, Romano Mari, Giordano Ripa e il sindaco Parcaroli, coordinata da Stefano Cecchi.

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