Loreto: punto agrodolce conquistato senza Monteneri, Iommi e Spagna

Un'esultanza del Loreto

PROMOZIONE – A Centobuchi anche Sterbner alza bandiera bianca, i ragazzi di Moriconi raccolgono il massimo

di Matteo Rossi

Un pareggio figlio di chi si scontra a viso aperto è pur sempre un ottimo punto, anche se la gara messa in scena da Atletico Centobuchi e Loreto, terminata appunto 1-1, non sarà ricordata per la sua estetica come le Stanze dei Pavoni di Whistler. Due squadre agli antipodi della classifica, che certo affrontano il verde campo con ambizioni diverse: una deve stare lì, al secondo posto, ad aspettare un non so chi di divino che possa distruggere l’Atletico Ascoli alla Sodoma e Gomorra, l’altra in fondo a sgomitare punto su punto per una salvezza possibile e, come sempre, sudata.

Eppure ad iniziare meglio è l’Atletico Centobuchi, capace dopo trenta secondi di guadagnare due angoli ed una buona occasione da gol. La squadra di casa gioca rognosa, come deve fare una formazione che si deve salvare sul suo campo in casa. Ed infatti trova il gol. Diverse volte una palla centrale era stata cercata dal centrocampo in su del team casalingo, questa volta Giansante il movimento lo fa con i tempi giusti, la palla arriva dritta come un treno e la punta non ci pensa su due volte prima di scaraventare la palla in rete con il destro. Qui forse le prime sensazioni di mister Moriconi che si gira in panchina e sa di non avere i vari Monteneri (centrale di difesa che su quella palla avrebbe fatto comodo), Iommi e soprattutto Spagna, uno capace di far girare la testa alla difesa dell’Atletico Ascoli. Il tempo di rigirarsi e vede anche Sterbner far segno che ci vuole il cambio, che è infortunato. “Eh ma allora è sfiga!”, si sente urlare dalla panchina. Il primo tempo finisce così, con il Centobuchi in lotta e con il vento che soffia a favore.

Ma nel calcio come nel vento tutto cambia. Ecco perché il marinaio dritto sopra la nave diventa Garbuglia che di testa, più che per mare, va in cielo per depositare il suo quindicesimo gol in campionato. Il vento cambia, lo segue Massei che si invola due volte sulla fascia sinistra, zona dove i verdi sfondano più spesso nel corso della partita, ma per due volte spara alto. Al momento Ricciotti si alza, sistema i suoi e poi è guerra fino alla fine, ma corretta, come lo dimostra il solo cartellino giallo tirato fuori dall’arbitro di gara ed i continui “cinque” di amicizia dopo ogni fallo.

Il Centobuchi prova il colpaccio nel finale e non lo raggiunge per questione di centimetri. Alla fine si torna sulla panchina di Moriconi che, stufato un po’ dalle urla contrastanti del pubblico avversario, ad un certo punto risponde con una linguaccia. Sicuramente il Loreto poteva vincere, sicuramente l’Atletico Centobuchi non doveva perdere. Ed ecco, signore e signori, il pareggio più giusto della storia del calcio.

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