Loreto, campo non omologato: “L’unica cosa da fare è traslocare in zone limitrofe”

Andrea Capodaglio, patron del Loreto

PROMOZIONE – L’amarezza del presidente Capodaglio

Nei giorni scorsi avevamo anticipato che il Loreto stava seriamente valutando di lasciare la propria città perché i campi non sono omologati (leggi). A confermare questa notizia è lo stesso presidente Andrea Capodaglio: “La situazione non si sblocca. Il 5 maggio del 2019 il Questore di Macerata ha inviato una Pec al Comune spiegando cosa non era ancora a norma: siamo arrivati al 14 ottobre 2020, 17 mesi dopo, e la situazione è ancora uguale. A questo punto l’unica cosa da fare è quella di andare a trovare un campo dove giocare in zone limitrofe e traslocare: cercherò di concordare il prezzo migliore e mi sistemerò. L’amministrazione uscente ha messo la testa sotto la sabbia in questa situazione e ha lasciato problemi gravi a carico della nostra associazione. Sono profondamente amareggiato del fatto che il Comune è il primo a non essere in regola: è come se un Giudice che commette un reato il giorno dopo condanna o giudica un ladro. Mi sono fidato dei politici, purtroppo ho fatto male”.

Con l’attuale Sindaco Pieroni ne ha parlato? “Si e chiaramente servono fatti concreti adesso e non parole dato che la prossima settimana inizieremo il campionato. Un’altra opzione eventuale che si potrebbe prendere è quella di giocare a porte chiuse ma mi sembra assurdo. Data questa situazione mi dispiace anche per le Terze categorie di Loreto che non avranno il campo per giocare”.

Dal problema campo alla ripartenza dei campionati: “Dove erano quei presidenti che adesso brontolano tre mesi fa? Io, Sfredda, Profili e Cotichelli avevamo iniziato questa battaglia proprio per far capire le problematiche a cui saremmo andati incontro. La realtà è che nelle casse della Figc sono entrati 8-900 mila euro e i campionati devono iniziare per forza altrimenti dovrebbero rimborsarci. Faremo due o tre partite e poi magari verranno sospesi”.

In ultimo un episodio che ha lasciato il presidente Capodaglio amareggiato: “Stato deferito alla Procura di Roma per una frase infelice che altro non era di una battuta. Non è stato il presidente Cellini ma quel galantuomo di Sassaroli, uomo tutto d’un pezzo. Allora gli rivolgo un appello: chissà se alla Procura avrà anche fatto vedere il bilancio della Figc e spiegato il motivo dei crediti inesigibili del Comitato e soprattutto se lo stesso ha fatto tutto il possibile per recuperare il denaro. Voglio vedere di che stoffa è fatto: se vuole la battaglia è giusto che scenda in arena, non che si muova seduto su una sedia o in tribuna”.