La vicenda nel capoluogo dorico
Nella serata di ieri (sabato 25 novembre) gli operatori della Questura sono intervenuti nei pressi dell’area portuale dopo aver ricevuto la segnalazione da parte di una richiedente, preoccupata per il figlio che era uscito per incontrare una persona con cui aveva avuto un litigio la sera precedente.
Giunti sul posto gli operatori hanno notato un uomo che, alla vista dell’ autovettura, ha tentato di nascondersi. Insospettiti da tale atteggiamento hanno identificato l’uomo, un soggetto di origine tunisina di circa 32 anni, il quale aveva anche con una vistosa ferita alla mano che cercava di coprire con uno strofinaccio e per la quale non sapeva fornire una spiegazione.
Dal controllo del soggetto gli operatori hanno trovato una carta d’identità ed un cellulare di proprietà del ragazzo che egli avrebbe dovuto incontrare. Il trentenne si è giustificato dicendo che, in occasione della lite, all’altro uomo erano caduti gli oggetti in questione, che egli aveva raccolto. Inoltre, è stato trovato in possesso di un taglierino con una lama da 7cm. Portato presso gli Uffici di via Gervasoni è stato deferito.
Nel frattempo i poliziotti si sono recati presso l’abitazione del soggetto proprietario del cellulare e della carta di identità senza però trovarlo. Contattato il padre dell’ uomo, il quale però non era a conoscenza della vicenda. In quel momento il soggetto è tornato in casa in evidente stato psicofisico alterato, dovuto all’assunzione di sostanze alcoliche. Non riuscendo a fornire una spiegazione i poliziotti gli hanno restituito i suoi effetti personali, invitandolo presso gli Uffici di via Gervasoni per la formalizzazione del tutto.
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