di Gianluca Fenucci
«Sei bassa e grassa», «sei un ciccione», «sei uno stupido», «tuo padre è un fallito e tu sei come lui». E le ferite si aprono e sanguinano e gli adolescenti soffrono e si chiudono nel loro dolore. Il bullismo, ma anche il cyberbullismo, sono una piaga profonda dei nostri tempi e sabato scorso l’istituto comprensivo “Raffaello Sanzio – Falconara Centro” ha dedicato una giornata alla consapevolezza digitale e alla prevenzione e al contrasto di questi fenomeni.
La scuola presieduta dalla dirigente scolastica Oretta Olivieri ha organizzato un doppio incontro di alto rilievo educativo con il dott. Marco Lanzi, ex commissario della polizia scientifica di Pesaro e segretario provinciale del SIULP, dal titolo “Cyberbullismo: il dolore dietro lo schermo“. L’evento ha coinvolto in un primo momento gli studenti della secondaria di primo grado e, a seguire, i genitori e i docenti dell’istituto. L’esperto, ex capo della Polizia Scientifica di Pesaro, da 11 anni incontra i giovani del territorio per raccontare storie di vittime di questa problematica sociale. Con un linguaggio semplice ed efficace, supportato da video toccanti, il dottor Lanzi ha parlato di molte storie di ragazzi tra cui quella di Andrea Spezzacatena e del coraggio della mamma Teresa Manes che ha trasformato il suo dolore in una battaglia sensibilizzando i ragazzi nelle scuole sulle tematiche del bullismo. Lanzi ha approfondito la normativa vigente, l’uso corretto delle chat e il peso della responsabilità. «Essere a conoscenza di un reato e non fare nulla – ha ribadito Lanzi – è comunque indice di complicità».

Un momento centrale e particolarmente vivo della mattinata è stato il dibattito con gli studenti. I ragazzi molto coinvolti dalla problematica hanno partecipato attivamente con numerosi interventi. Molti di loro hanno voluto testimoniare la propria esperienza personale, condividendo riflessioni su episodi vissuti o osservati in rete, trasformando l’incontro in un vero spazio di ascolto reciproco. Questo scambio ha permesso di far emergere dubbi e paure, ma anche una forte volontà di cambiare rotta rispetto alle dinamiche tossiche che a volte inquinano i social network.
«La speranza è che in ogni ragazzo – ha detto Lanzi – possa crescere la consapevolezza delle azioni e delle parole che compiono e pronunciano, le quali possono avere pesanti ricadute su chi le subisce. Al primo posto bisogna sempre mettere il rispetto verso la sensibilità altrui, affinché la rete torni a essere un luogo di opportunità e non di sofferenza. Da 11 anni frequento le scuole con incontro come questo e ora purtroppo i fenomeni sono presenti anche nelle scuole elementari. Le chat dei ragazzi sono piene di parole molto pesanti e offensive: dobbiamo far crescere nei ragazzi la riflessione e la coscienza critica, il rispetto per le sensibilità altrui». L’iniziativa del “Raffaello Sanzio-Falconara Centro” si conferma così un tassello fondamentale per costruire una comunità scolastica più attenta, empatica e legalmente consapevole.
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