L’idea di Romagnoli: “Sospendere per tutto gennaio e solo girone andata”

SERIE D – Il presidente del Tolentino parla delle oggettive difficoltà delle società

Abbiamo avvicinato il Presidente del Tolentino Marco Romagnoli per fare il punto della situazione sul momento attuale del calcio dilettantistico.

Tutti sono concordi nel dire che il covid avrà conseguenze devastanti sul calcio dilettantistico. Cosa ne pensa?

“L’attuale quadro ci dice che sportivamente questo sta realmente accadendo, ma con una differenza fondamentale. Mentre per le società che affrontano campionati regionali si gira solo a vuoto, quelle di serie D stanno subendo un contraccolpo economico che potrebbe essere fatale. Noi, per andare dritti al cuore del problema, siamo costretti a sostenere gli stessi costi di una normale stagione agonistica, al quale va aggiunto il non piccolo aggravio economico derivante dai tamponi da eseguire prima di ogni gara. Per contro, oltre al prevedibile calo dei proventi da sponsorizzazioni, registriamo un pauroso calo di altri introiti (biglietti, quote settore giovanile e scuola calcio, fitto impianti a terzi)”.

Vale la pena proseguire quindi?

“In questa maniera no. Occorrono dei correttivi per dare un senso sportivo a questa stagione ma contemperando le esigenze di tutti, a partire dalla salute degli atleti dalle loro legittime aspettative economiche. Senza, però, cancellare il 50% delle società di quarta serie”.

Quali sono le sue proposte?

“Troppi sono i rinvii ed i rischi per atleti e tecnici. Questa settimana ci siamo dovuti sottoporre due volte al tampone. Molti altri stanno peggio di noi, si pensi a Recanatese ed Agnonese. Occorre sospendere ogni attività, allenamenti compresi, per tutto il mese di gennaio e riflettere su come portare dignitosamente a termine il torneo per poi riprendere a febbraio con i soli recuperi”.

Ma a quel punto potrebbe tutto terminare con il girone di andata visto che la ripresa avverrebbe a marzo?

“Sarebbe il male minore. Basterebbe limitare ad una le retrocessioni per ogni girone. Bloccando le promozioni dai play off nazionali e dalla Coppa Italia di Eccellenza, ecco riassorbito il numero delle società in esubero. Non mi dispiacerebbe neanche, ove fosse necessario, che venisse creato un decimo girone di serie D. Questo renderebbe anche più razionale la formazione dei gironi dal punto di vista geografico”.

Quali sarebbero i criteri per decidere promozioni e retrocessioni?

“Se fossi ai vertici della LND utilizzerei la proposta pausa di riflessione per trovare una sintesi sul punto. Una proposta concreta potrebbe ben essere quelle di promuovere le società che terminano il girone di andata con più di 6 punti di distacco dalla seconda ed utilizzare lo stesso criterio per la retrocessione. In caso di distacchi minori si dovrebbe procedere con play off e play out”.

Quali sostegni economici ritiene necessari?

“Non possiamo pesare più di tanto sui conti pubblici. Chiedo tre cose low cost: la proroga del bonus “Cura Italia” sino al 30 aprile per aiutare gli atleti, un contributo di solidarietà dal calcio professionistico e la messa in campo della dilazione del pagamento dell’IVA come avvenuto per il sisma del 2016. Con una differenza però: tale agevolazione deve essere riconosciuta solo se garantita personalmente dai soci, non possiamo aprire un fronte a danno del Paese e dell’economia nazionale premiando i soliti furbetti”.

E per il calcio giovanile?

“I tornei giovanili ben potrebbero terminare a luglio, sarebbe anche un modo per assicurare socialità ai nostri ragazzi in questo che si prospetta come un periodo terribile e privo di rapporti interpersonali. Dissento da chi vorrebbe cancellare il campionato nazionale Juniores. Si potrebbe andare avanti creando dei mini gironi, dividendo in due gli attuali su scala geografica. Il tutto, per poi procedere con play off nazionali”.

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