Avrebbe minacciato di morte un imprenditore e la sua famiglia nel caso in cui non avesse pagato un’ingente somma di denaro. Domani l’udienza di convalida dell’arresto nel tribunale di Macerata
Salvatore Annacondia, meglio conosciuto come “Manomozza”, è tornato in carcere. L’ex boss di Trani ed ex collaboratore di giustizia, è accusato di estorsione ai danni di un imprenditore fermano. Avrebbe minacciato di morte lui e la sua famiglia nel caso in cui non avesse pagato un’ingente somma di denaro. La vittima si è rivolta alla Questura di Fermo che ha organizzato un’operazione per incastrarlo. I poliziotti hanno consigliato all’imprenditore di fingere di acconsentire al ricatto così lo hanno bloccato in flagranza di reato.
Annacondia, 67 anni, dopo aver perso una mano in un incidente a 14 anni, si è macchiato di 72 omicidi diventando uno dei più noti boss della malavita pugliese e un membro di Cosa Nostra. È stato per anni un collaboratore di giustizia e ha vissuto a Porto San Giorgio e, successivamente, a Civitanova Marche per questioni di lavoro. Qui l’ex boss vive ormai da tanti anni; ora è finito in carcere e domani (2 ottobre) sarà interrogato nell’udienza di convalida al Gip del Tribunale di Macerata.
Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata sono ancora in corso, e si sospetta che Annacondia possa aver commesso altre estorsioni nella zona.
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