Lega spaccata, Falco attacca Olivieri: “Esponente della sanità privata, in potenziale conflitto di interessi”

“Sembra che l’interesse del comitato ‘Io Resto Qui’ si appunti esclusivamente sulle questioni edilizie”

Continua la querelle sull’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto tra i due candidati del Carroccio. Rosaria Falco, presidente uscente della commissione consiliare Cultura, contesta il dottor Luigi Olivieri, consulente del comitato ‘Io Resto Qui’, che propone la riqualificazione dell’ospedale Civile. Tra l’altro la consigliera non ha apprezzato che il compagno di partito abbia esaltato le 3mila firme raccolte per il restyling dell’ospedale e la bretella.

“Un dottore – afferma la Falco – dovrebbe curarsi di servizi sanitari, cure, efficienza sanitaria. Ma prima dovrebbe vivere la realtà ospedaliera da dentro, capirne le infinite criticità, così come molti componenti e collaboratori del Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso, ma sembra che i servizi siano citati dal signore e dal suo comitato solo in modo distratto, e che il loro interesse si appunti esclusivamente sulle questioni edilizie.
Pagarsi la campagna elettorale spacciandosi per difensore dell’ospedale è un’operazione che definirei di basso livello, considerato che l’unico obiettivo chiarissimo del Comitato ‘Io Resto Qui’ è quello di evitare il pericolo di avere un ospedale moderno fuori dal traffico e vicino alle uscite delle principali arterie stradali, nella zona del Centro Agroalimentare per intenderci. Al mio ingresso in Lega avevo fatto presente alla coordinatrice Laura Gorini che ritenevo inopportuno che unico punto di riferimento del partito quale tecnico per la commissione sanità fosse un esponente della sanità privata, potenzialmente in conflitto di interessi con lo scopo obbligato delle istituzioni pubbliche, ossia il potenziamento e la tutela della sanità pubblica, e che comunque lo stesso avrebbe dovuto limitarsi a dare il suo apporto relativamente all’organizzazione dei servizi”.

Continua la Falco: “La candidatura del ‘Dottore’ cavalca l’unico fine di impedire, mediante furba operazione elettorale, che la Regione possa dotarci di una struttura di primo livello costiera che evidentemente dovrebbe essere riempita di tutti i contenuti, quando invece il nostro attuale ospedale viene chiuso e aperto nei suoi reparti a piacimento ed arbitrio di una direzione diretta dai politici dell’entroterra a discapito dell’utenza costiera.

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Non è difficile pensare che dietro alle motivazioni non così elevate del doc si muovano le pressioni di chi non vedrebbe l’ora di blindarci dentro la trappola della ristrutturazione, facendo leva sulla voglia dei cittadini della parte centrale di San Benedetto di conservare i servizi sanitari sotto casa propria, o tratti in errore dalla sventolata battaglia contro la chiusura del nostro ospedale.
Dunque, certamente il neocomitato è ‘contro’ qualcosa, ovviamente è contro l’ospedale nuovo costiero di primo livello, e anche contro il Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso.
Devo anche dire che è la legge stessa, il famoso decreto Balduzzi, a decidere dove deve essere collocato un ospedale e quali caratteristiche debba avere l’area prescelta per la sua edificazione, mentre il dottore auspica una sollevazione popolare (che possibilmente gli porti tanti voti) che renda difficoltoso alle Autorità competenti prendere finalmente le giuste decisioni a norma di legge e di logica. Oltretutto egli dimentica spesso che il nostro ospedale è al servizio non del centro storico di San Benedetto (così disse in commissione consiliare), ma di un territorio comprensivo di parte della vallata del Tronto, della Valtesino, di tutto il territorio costiero provinciale e del limitrofo Abruzzo, dal quale proviene l’utenza che ci permette di superare con valori positivi la nostra mobilità passiva.
Che poi il signor Olivieri si erga ad esperto di infrastrutture è ancora più divertente: costui rispolvera il vecchio progetto bretella, assolutamente anacronistico, indicando però un percorso sotterraneo, mediante la perforazione delle nostre colline, quando ormai sanno anche i sassi che queste sono argillose e franose. Intenderebbe l’esperto provocare un dissesto idrogeologico di proporzioni bibliche? Non parliamo dell’uscita autostradale che si è inventato, che sembra dovrebbe passare sul lato sud dell’Albula, evidentemente espropriando e demolendo l’intera fila di costruzioni che vi insistono. Ovviamente concordo con la linea della Lega a favore dello studio accurato di una viabilità alternativa.

Non parliamo poi della ristrutturazione del nosocomio a noi tanto caro concepita dal suo estro creativo, esposta in sede di commissione consiliare e bocciata: la pista dell’elisoccorso sul tetto di un ospedale, in centro, non è più possibile posizionarla a detta dei tecnici; il muro di Villa Rambelli che il doc vorrebbe demolire per usufruire del parco ora patrimonio del FAI, non si può toccare; l’area di proprietà delle suore Concezioniste, che il professionista ciancia di acquistare a servizio del suo capolavoro, è fuori discussione per espressa dichiarazione delle interessate, il cappotto termico da 5 milioni andrebbe rimosso per poter effettuare l’ efficientamento sismico, i muri interni andrebbero demoliti e ristrutturati nei percorsi e negli impianti, poiché è ormai assodato che, nonostante le sanificazioni effettuate, le tubazioni ossidate ospitano batteri anche pericolosi (vedi diversi casi di legionella), i due piani inferiori andrebbero sventrati per fare posto ad un megaparcheggio, per cosa tutto questo?”.

Conclude la Falco: “Per rendere idonea una superficie dedicata ai reparti sufficiente per i tre reparti fondamentali, il PS e forse (se da Ascoli arriva l’ordine di mollare le Malattie Infettive) il reparto per i Covid. Ossia un ospedale di base”.

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