Le Marche ricordano Carlo Urbani, l’infettivologo che scoprì la Sars e salvò migliaia di vite

Il Consiglio regionale celebra la sua memoria

“Le Marche sono orgogliose di lui. E il suo esempio continuerà a parlare alle nuove generazioni, ricordandoci che anche da una piccola terra può nascere una grande lezione per il mondo”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, ha aperto la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dedicata alla memoria di Carlo Urbani, il medico di Castelplanio che nel 2003 fu il primo a identificare la Sars.

Urbani, infettivologo marchigiano che aveva lavorato a lungo con Medici Senza Frontiere nelle aree di crisi del pianeta, riconobbe e segnalò all’Organizzazione mondiale della sanità la nuova forma di polmonite atipica poi denominata Sars, consentendo l’attivazione rapida delle procedure di contenimento dell’epidemia. Contrasse il virus e morì il 29 marzo 2003 a Bangkok. Aveva 46 anni.
Pasqui ha ricordato come la sua “tempestiva intuizione scientifica” abbia salvato, secondo le stime degli esperti, migliaia se non milioni di vite, e ha richiamato i “principi fondamentali” che la figura di Urbani incarna: il valore della scienza, la cooperazione internazionale e il senso del servizio pubblico.

“Si tratta di un eroe moderno che ha dato la propria vita per ciò in cui credeva“- ha detto Paolo Calcinaro, assessore regionale alla Sanità nelle Marche. “Un marchigiano che ha saputo fare della sua professione la sua vita. Lo ha fatto con un percorso straordinario di solidarietà, con l’impegno di Medici senza frontiere in territori estremi. Scenari dove portava solidarietà e diritto alla salute, contribuendo anche al Nobel per la pace a Msf”.

Il suo ricordo deve servire soprattutto a trasmettere i suoi ideali a spingere le persone a fare qualcosa, anche nel proprio piccolo, per aiutare le persone che sono più in difficoltà e che non hanno le capacità per poterlo fare da soli”. Sono le parole di Luca Urbani, vice presidente dell’associazione italiana Carlo Urbani e figlio del medico di Castelplanio, a margine della seduta aperta del Consiglio regionale delle Marche dedicata alla memoria del papà.

Alla seduta partecipano anche gli studenti di due scuole marchigiane. “Il lavoro nelle scuole è uno dei nostri impegni più grandi. – ha aggiunto – Perché è importante sensibilizzare le nuove generazioni per dare consapevolezza della realtà del del mondo, del fatto che ci sono sofferenze, che ci sono persone bisognose che molto spesso vengono dimenticate”.
   

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