Le Marche donano l’olio per accendere la lampada di San Francesco ad Assisi

Dalla regione piegata dal sisma e dalla pandemia si accende la speranza di una rinascita

di Anna Maria Cecchini

Ancora una volta saranno le Marche a donare nel giorno della memoria liturgica del Poverello di Assisi, domenica 4 ottobre, l’olio che alimenta la lampada votiva presso la tomba del Santo, ubicata nella sua terra natale. Questa è la quinta volta, da quel lontano 1939, quando 81 anni fa Francesco fu nominato Patrono d’Italia, per volere del Pontefice Pio XII, che la nostra Regione ha il grande onore di illuminare, fugare le tenebre che gravano in questo periodo dove a causa della pandemia, regna sovrana Sorella Morte e accendere una speranza nel cuore di tutti, fedeli e agnostici.

 

Ieri ad Ancona, durante la conferenza stampa, è stato illustrato il programma di questa “due giorni”, in onore del Santo, che prevede tra l’altro la visita di Papa Francesco alla tomba di San Francesco il prossimo 3 ottobre, dal sindaco di Assisi, Stefania Proietti e da quello di Ancona, Valeria Mancinelli. La sindaco Mancinelli, in virtù della nuova responsabilità nell’Anci Marche, rappresenta tutti i primi cittadini della Regione e avrà l’onore di accendere personalmente la lampada. Il primo cittadino di Ancona, si è dichiarata ben consapevole del valore fortemente simbolico del gesto e ha affermato di vivere con orgoglio e responsabilità il compito assegnatole a nome di tutti i sindaci marchigiani.

Ogni anno durante le celebrazioni, giungono ad Assisi migliaia di pellegrini, quest’anno le misure per il contenimento e gestione dell’emergenza, hanno costretto gli organizzatori a circoscrivere la partecipazione a 1.700 pellegrini provenienti dalle diocesi marchigiane e ad un’ottantina di sindaci.

La sindaco umbra, Stefania Proietti ha sottolineato come la stagione che stiamo vivendo, carichi di ulteriori significati la circostanza. “Rafforza la vicinanza tra le due regioni, che sono terre di accoglienza, ma anche di lavoro, attraverso il turismo mortificato prima dal sisma e poi dalla pandemia. Siamo vicini anche nello spirito di rinascita che non ci abbandona mai“.

Infine, la prima cittadina umbra si è fatta portavoce di un appello, a nome di tutti i sindaci indirizzato al Premier Giuseppe Conte che pure presenzierà, affinché “questa giornata diventi festa nazionale perché San Francesco, in quanto patrono d’Italia, è il Santo di tutti gli italiani”.

Il presidente della Conferenza episcopale marchigiana, l’arcivescovo Piero Coccia, ha annunciato che il premio “Rosa d’Argento”, che dal 2009 viene assegnato a quelle donne che si sono distinte per opere di fede, speranza e carità, quest’anno verrà attribuito alla signora Angela Borselli, cinquantenne pesarese, madre di quattro figli, che ha perso il marito a causa del Covid.

“Una donna animata da una forte spiritualità francescana, direttrice di un centro con settanta ospiti, sempre molto attenta e propositiva nei confronti delle persone sofferenti e disagiate”.

A tale proposito, agganciandosi al discorso dell’arcivescovo Piero Coccia, il francescano conventuale Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Convento d’Assisi, volto noto perché spesso ospite tv, portavoce della filosofia esistenziale e credo francescano, nelle dirette televisive di vari programmi, ha disquisito sul duplice significato dell’olio, che dal materico si connota della trascendenza proprie del pensiero, speranza, desiderio.

L’olio simbolo della celebrazione della memoria liturgica del Santo, frutto della terra, del sudore e del lavoro umano esprime anche il desiderio e la necessità di curare le ferite dell’Italia e delle Marche, stigmatizzate dalla pandemia e dal sisma. L’Arcivescovo di Ancona-Osimo, Angelo Spina ha ricordato il legame speciale di Francesco col le Marche e con Ancona da cui partì per il lungo viaggio in Oriente.

“L’Italia ha bisogno di dialogo, di incontrarsi e le Marche sono portatrici della cultura dell’incontro, dell’accoglienza“.

Il francescano minore Massimo Travascio, nuovo custode di Santa Maria degli Angeli, ha ricordato come San Francesco uscì dalla Porziuncola quando i frati erano solo in otto, per andare nel mondo accompagnato da frate Egidio, scegliendo le Marche come prima tappa del loro viaggio di amore cristiano. Dalla Porziucola continua ad uscire il messaggio forte, di matrice francescana, di dover raggiungere i bisognosi di ogni luogo, unica e reale espressione di speranza e pace.

Atteso ad Assisi il neo presidente della giunta marchigiana, Francesco Acquaroli alla sua prima uscita ufficiale. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei chiuderà l’Anno francescano voluto dall’arcidiocesi di Ancona-Osimo, il 16 Ottobre alle 17:30 nell’ Università Politecnica delle Marche ad Ancona.

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