Le Marche celebrano la Festa della Liberazione in forma ristretta – FOTO

Le cerimonie svolte a Civitanova, Ancona, Recanati e Caldarola

Quest’anno le celebrazioni della Festa della Liberazione sono avvenute in forma ristretta in tutta la nostra regione ai fini del contenimento del contagio da Covid 19.

Il 25 aprile a Civitanova Marche si è svolto con un programma ridotto cui ha aderito l’Anpi. Il via alla scarna celebrazione con la deposizione di una prima corona d’alloro a Palazzo Sforza, poi ritrovo “distanziato” alle ore 11 nei giardini di Piazza Gramsci dove è stata depositata la seconda corona d’alloro ai piedi del monumento ai Caduti dell’artista Wladimiro Tulli.

Il sindaco, è intervenuto brevemente sottolineando come questo 25 aprile rappresenta oggi più che mai un rafforzamento di questa data che ha permesso al nostro Paese, dopo una lunghissima guerra e soprattutto dopo una lunghissima guerra civile, di tornare alla Libertà”. Ricordare gli eventi che portarono 75 anni fa alla liberazione dal nazifascismo è un dovere e la libertà è un bene che non può essere messo in discussione e che va coltivato giorno dopo giorno. Questo 25 Aprile – ha proseguito il Sindaco – nella drammatica emergenza che stiamo vivendo a causa della pandemia da Coronavirus, vuole essere un giorno di ripartenza e le radici della ripartenza affondano negli ideali di libertà e democrazia che non debbono mai tramontare. Le istituzioni sono chiamate ad un compito di responsabilità senza confini. Dobbiamo diventare tutti portatori di solidarietà e umanità affinché nessuno rimanga a combattere da solo”.

“Questa Festa – ha concluso Ciarapica – sia per tutta la comunità e per il mondo intero un ritorno alla libertà e ci sia forte gratitudine e riconoscenza verso chi svolge il proprio lavoro in giorni di grande difficoltà come quelli che stiamo vivendo”.

Presenti, oltre al Sindaco Fabrizio Ciarapica, Claudio Morresi, Presidente del Consiglio Comunale, Francesco Micucci, Consigliere Regionale, Amedeo Regini dell’Anpi Civitanova, Giorgia Belforte, responsabile del Circolo Sibilla Aleramo e Anna Donati, presidente dell’Associazione Arte. La piccola delegazione è stata accompagnata dalla protezione Civile, dalla Polizia Locale e dalla tradizionale e commovente sequenza musicale del “Silenzio”.

Stessa cerimonia “silenziosa” e composta anche quella celebrata dal Luigi Cerioni, Presidente della Provincia di Ancona. Oggi, 25 aprile “ricordiamo la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Ricordiamo la nostra Costituzione Repubblicana. Ricordiamo che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge, ricordiamo che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzioni delle controversie e ricordiamo che la Repubblica, art 32 della Costituzione, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della comunità – afferma Cerioni – E allora in queste giornate di pandemia mondiale, dove ci troviamo tutti a casa e in un’unica terra, ricordiamo che insieme dobbiamo lavorare per uscire da questa emergenza”.

Un pensiero del Presidente della Provincia di Ancona è rivolto ai 18enni del 2020. Nella giornata del 25 aprile di ogni anno “molte amministrazioni hanno la tradizione di consegnare la copia della Costituzione Italiana nelle mani dei giovani che compiono 18 anni di età, ma oggi non è stato possibile – continua Cerioni – Questa importante consegna verrà sicuramente onorata quando l’emergenza sanitaria sarà finita”.

Anche se “la disposizione Prefettizia quest’anno ha previsto che alla cerimonia della deposizione della corona hanno potuto esser presenti solo l’Autorità deponente, un rappresentante dell’Anpi e dell’Associazione Combattenti e Reduci, Viva il XXV Aprile, Viva l’Italia!”.

Luigi Cerioni in un momento della cerimonia della deposizione della corona a Cupramontana, comune del quale è sindaco

A Recanati, invece, le celebrazioni del 25 aprile si sono svolte in diretta sui social nella pagina Liberazione Recanati Live.

La cerimonia si è aperta con il suono delle campane della Torre del Borgo, il Sindaco Antonio Bravi, accompagnato da Tania Paoltroni Presidente del Consiglio Comunale, Sandro Apis Presidente Anpi e dal Comandante della Polizia Locale Gabriella Luconi, ha deposto una corona sotto la lapide che ricorda i caduti nella lotta di Liberazione nell’entrata del Palazzo del Comune.

Una cerimonia toccante che si è conclusa con l’esecuzione integrale dell’Inno di Mameli e del canto partigiano Bella Ciao, diffuso dall’impianto di diffusione del centro storico e accompagnato dall’ ondeggiamento delle bandiere tricolore esposte dai cittadini dalle finestre e dai balconi delle case.

E’ previsto per domani mattina (26 aprile) alle ore 11 l’omaggio del Comune di Recanati ai medici, infermieri e personale paramedico delle strutture sanitarie e della Casa di Riposo della città, da mesi in prima linea nella lotta contro il covid-19. “Un omaggio simbolico per esprimere con tutto il cuore il nostro “grazie” a nome personale e dei nostri concittadini. – ha detto il Sindaco di Recanati, Antonio BraviA tutto il personale medico e paramedico delle nostre tre strutture va la nostra riconoscenza e vicinanza per il loro impegno, senso del dovere e la loro grande professionalità con la quale si prendono cura, ogni giorno, dei nostri familiari e dei nostri cari nelle strutture. Il loro fondamentale lavoro in prima linea nella lotta contro il coronavirus a supporto dell’intera comunità ha un valore inestimabile che nessuno dimenticherà mai”.

Il Sindaco Antonio Bravi, il Vice Sindaco Mirco Scorcelli, l’Assessore Paola Nicolini, la Consigliera con delega alla Sanità Antonella Mariani, accompagnati dai Carabinieri, dalla Polizia di Stato, dai Vigili Urbani, dai Volontari e dall’Associazione Carabinieri in congedo, porteranno il loro più sentito ringraziamento, a nome dell’intera città, al personale sanitario delle tre strutture: Ospedale di Comunità “S. Lucia”, Residenza Sanitaria Assistenziale e la Casa di Riposo Ircer. Il primo appuntamento previsto alle ore 11 nel piazzale dell’Ospedale, poi a seguire in via XX Settembre per Rsa e Ircer.

Una celebrazione insolita, ma forse ancor più significativa, anche quella che si è svolta oggi a Caldarola per ricordare i 75 anni dalla Liberazione dell’Italia dall’oppressione della dittatura. Il sindaco Luca Maria Giuseppetti, insieme a rappresentanti della Protezione Civile, della Polizia Locale con il Gonfalone e un delegato dell’Anpi, si è recato presso i Monumenti che rappresentano i momenti più toccanti, non solo della Seconda Guerra Mondiale, ma anche del primo conflitto bellico, che hanno visto vittime tra i suoi concittadini.

Lungo viale Umberto I, al monumento in memoria di Aldo Buscalferri, è stata deposta una corona di alloro, così come davanti alla lapide in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale e alla colonna di Piazza Vittorio Emanuele dove fu fucilato Agostino Mazzetti, carbonaro di Montalto accusato dai tedeschi di essere un simpatizzate dei partigiani. Tutti dolorosi momenti legati a ricordi di conflitti mondiali che hanno insanguinato anche le strade di Caldarola.

Per celebrare il 25 aprile, ma anche “La Marcia della Memoria” che quest’anno, a causa del Covid-19 non si è potuta svolgere come da tradizione, il sindaco Giuseppetti si è recato anche nei cimiteri comunali di Pievefavera, Valcimarra e Caldarola per un breve momento dedicato a tutti i defunti, insieme al parroco Don Vincenzo. “Il territorio ha pagato con il sangue la liberazione dell’Italia, ricordiamo questa data ogni anno, ma in questo 2020, dove la Libertà, per tutt’altro motivo, è molto limitata, il valore di questa parola assume un significato ancora più forte” ha dichiarato il sindaco Giuseppetti nella augurarsi che non manchi mai, per nessun motivo, l’indipendenza di ogni singolo individuo.

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