“Le barche s’incagliano al porto: urge dragaggio”, il Pd punge Spazzafumo

Dragaggio al porto di San Benedetto del Tronto

I Dem contestano la cassa di colmata

Ritardi nel dragaggio del porto peschereccio di San Benedetto del Tronto. L’Unione comunale del Partito Democratico punge il sindaco Antonio Spazzafumo.

“Il dragaggio non può attendere le calende greche, ne va della sicurezza della nostra marineria. Il Partito Democratico – afferma la segretaria dell’Unione Diana Palestini – invita il Sindaco Spazzafumo a sollecitare l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale affinché l’iter burocratico che precede l’affidamento dei lavori per il dragaggio del porto venga esperito nel minor tempo possibile. Siamo già in netto ritardo rispetto ai tempi previsti e il rischio che il dragaggio venga realizzato non si sa bene quando nel 2023 a questo punto è diventato quasi certezza. Quanto tempo devono ancora attendere i nostri pescatori per poter entrare ed uscire dal porto senza correre il rischio di rimanere incagliati con le loro barche?”.

Continua Palestini: “Nell’incontro che l’Amministrazione ha avuto con la Capitaneria di porto e l’ADSP a metà gennaio si era stabilito che nel giro di venti giorni al massimo sarebbe stata avviata la caratterizzazione ambientale per la classificazione dei sedimenti e che i risultati sarebbero giunti a marzo. Alla metà di marzo abbiamo scoperto che il contratto per l’esecuzione dell’analisi del fondale era stato appena sottoscritto e qualche giorno fa che gli esiti non sono ancora arrivati. Sono trascorsi sei mesi dalle promesse di gennaio perché questo ritardo?”.

Ancora la segretaria Dem: “L’analisi dei sedimenti è solo il primo passo dell’iter burocratico che porterà all’affidamento dei lavori di dragaggio. A questa seguirà la procedura per l’eventuale bonifica degli ordigni della Seconda Guerra Mondiale e il piano di gestione dei sedimenti che dovrà essere approvato dalla Regione Marche.

Il dragaggio a benna del porto previsto dall’Autorità di Sistema Portuale porta con sé il problema dello stoccaggio dei sedimenti con la previsione della realizzazione di una nuova cassa di colmata ad est di quella già esistente che non è proprio un belvedere. Perché allora non puntare su metodi di dragaggio più moderni, sostenibili e rispettosi dell’ambiente?”.

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